Un fervore che è ormai andato oltre il semplice agonismo sportivo, superando quella linea di confine che da sempre separa il bello e tranquillo calcio da quello, invece, che non si dovrebbe mai vedere e/o raccontare.

Calcio e violenza

La violenza nel calcio dilettantistico, nei confronti degli arbitri, si è estesa a macchia d'olio su molti campi della Calabria. Un fenomeno che deve essere fermato in ogni sua forma e con ogni mezzo. A prendere di pugno la situazione, sono stati i presidenti delle Sezioni e del Comitato Regionale Aiac (Associazione Italiana Arbitri Calabria), facendo seguito al comunicato congiunto e diffuso lo scorso 14 febbraio sia dal Comitato Regionale Calabria Lnd che dall'Associazione Italiana Calciatori e Associazione Italiana allenatori Calcio, dove si condannava ogni forma di violenza e che continua, purtroppo, a manifestarsi sui campi di calcio della nostra regione.

La sospensione delle designazioni

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è avvenuta lo scorso 4 marzo nel corso della gara tra Sporting Ceramida e Sinopolese, valida per il campionato di Terza categoria (girone G) culminata con un'aggressione ai danni del direttore di gara. Un fatto grave, l'ennesimo, che rappresenta un episodio inaccettabile e che colpisce non solo l'arbitro coinvolto ma l'intero movimento calcistico.
Per tali ragioni, e come ulteriore segnale concreto contro ogni forma di violenza, i presidenti delle Sezioni arbitrali calabresi hanno ritenuto necessario avviare una riflessione seria e immediata sulla situazione del calcio dilettantistico regionale. Pertanto il comunicato ufficiale che attesta la sospensione delle designazioni arbitrali per il campionato di Terza Categoria, in tutti i gironi, per le partite che erano in programma tra il 7 e l'8 marzo. Un gesto simbolico quanto forte per richiamare l'attenzione di tutto il movimento sportivo sulla gravità di quanto sa accadendo. L'iniziativa inoltre vuole essere un gesto di responsabilità e sensibilizzazione.