Guardando il rendimento delle ultime sette giornate, i giallorossi sono primi in classifica e con il miglior attacco. L’autore di una doppietta e un assist nel match al cardiopalma contro l’Empoli: «Dati importanti. Il merito è di tutti, a partire dallo staff»
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Il campionato di Serie B continua a mostrare tutto il suo fascino grazie all'imprevedibilità che non consente di dare gerarchie definite. Ad accompagnare passo dopo passo questa stagione come sempre è la trasmissione di 11 in Campo, format di LaC e condotta dal giornalista Maurizio Insardà, in onda ogni lunedì.
Le Aquile volano
La copertina della ventinovesima giornata se la prende tutta il Catanzaro che non solo mette in fila il suo settimo risultato utile, ma conferma una forza imponente soprattutto nella recente sfida allo stadio Ceravolo, con i giallorossi che prima vanno sotto addirittura di due reti contro l'Empoli e poi ribaltano tutto grazie al gol di Cassandro e alla doppietta di Pittarello.
Proprio il numero 8 giallorosso è stato ospite della puntata. Il centravanti, incalzato dagli opininionisti in studio si sofferma innanzitutto sulla salute realizzativa delle ultime gare (17 centri nelle ultime sette uscite). «Questo è sicuramente un dato importante anche per un allenatore e per lo staff tecnico – afferma Pittarello -, sapere che possono contare su un organico che segna con molti interpreti è una soddisfazione e vuole dire che si creano tante occasioni e che la squadra sta andando nella direzione giusta». Catanzaro dunque quinto in classifica, appena sotto le cosiddette big. A proposito di big, ecco chi a impressionato maggiormente Pittarello: «Emblematico innanzitutto il fatto che ci siano quattro squadre a contendersi il campionato, perché vuol dire che non hanno lasciato punti per strada in un campionato così complicato. La squadra che mi ha impressionato di più è stata il Venezia».
Tutelare i giovani
Una squadra che cammina da sola e che sa anche gestire i suoi giovani di talento, su tutti Liberali e Favasuli senza dimenticare Cisse che purtroppo ha dovuto salutare la stagione per un brutto infortunio: «Io penso che sia importante proteggere giovani come Liberali o Favasuli - continua l'attaccante - così come anche gli altri in rosa. Hanno bisogno di protezione intesa come carica, bisogna responsabilizzarli nel giusto modo e senza pressione, perché devono scendere in campo per divertirsi».
La calma di Aquilani
I risultati di questo Catanzaro, però, sono soprattutto merito del tecnico Alberto Aquilani: «Il mister è una persona pacata e raramente lo senti gridare o alza la voce – prosegue Pittarello -. Contro l'Empoli, quando eravamo sotto, ci ha detto di alzare il ritmo e di far andare più veloce il pensiero, puntando l'uomo. Ci è voluto un po' di tempo per risistemarci ma alla fine gli abbiamo dato ragione».
Sfida al Padova
Prossimo impegno del Catanzaro contro il Padova, una sfida speciale per Pittarello perché è nativo proprio di Padova ma il centravanti è chiaro: «Di certo non sarà come le altre, anche perché a Padova ci ho giocato quando ero ragazzo. Vuoi o non vuoi, però, durante la mia carriera il fatto di non essere mai stato accostato al Padova ti fa maturare un po' di voglia di riscatto e di fare bene. Se dovessi segnare esulterò, non per mancanza di rispetto verso la mia ex squadra ma perché vivo di queste emozioni e voglio viverle pienamente».


