Amaranto pronti a tornare in campo per una sfida tutt’altro che semplice. Domenica, con calcio d’inizio fissato alle ore 14.30, in campo contro la Gelbison allo stadio “Valentino Giordano” di Castelnuovo Cilento
Tutti gli articoli di Reggina
PHOTO
Una gara che si annuncia carica di insidie, anche alla luce del profondo rinnovamento operato dalla formazione campana rispetto alla partita d’andata disputata al Granillo. A fare il punto della situazione, alla vigilia del match, è stato mister Torrisi, intervenuto in conferenza stampa.
Dalla gestione del primo tempo contro la Vibonese alle conferme arrivate nella ripresa, il tecnico amaranto ha voluto sottolineare soprattutto l’aspetto mentale: «Nel primo tempo abbiamo sbagliato la gestione di alcuni momenti, abbassando l’intensità mentale dopo l’1-0. È stato un errore, ma è servito da lezione.
A fine primo tempo ho chiesto alla squadra di dimostrare a se stessa di poter mantenere per altri cinquanta minuti un baricentro alto e una pressione costante, nonostante il 3-0. Il secondo tempo è stato un banco di prova importante e, considerando che eravamo tre gol avanti, è stato ancora più significativo».
Guardando alla trasferta di Castelnuovo Cilento, Torrisi non ha dubbi sul grado di difficoltà della gara: «La prossima è sempre la partita più complicata. La Gelbison è una squadra di categoria, con un’identità chiara, giocatori di esperienza e un fattore campo molto importante. Le attenzioni dovranno essere moltiplicate e triplicate». Senza dimenticare quanto accaduto all’andata: «Abbiamo ancora ben presente quella sconfitta al Granillo, in una serata di grande delusione per il popolo amaranto. È un motivo in più per cercare di fare bene, attraverso la prestazione».
Ampio spazio anche al punto sugli indisponibili. Torrisi ha confermato il rientro di Barillà a pieno regime, mentre Bevilacqua sarà costretto allo stop per un problema alla schiena. Fuori anche Raggi, per una scelta precauzionale dopo un fastidio riemerso in allenamento, oltre a Verduci e Porcino. «Non possiamo permetterci rischi inutili – ha spiegato – soprattutto quando c’è di mezzo la gestione fisica e mentale dei giocatori».
Tra i temi toccati, la crescita di Ferraro, protagonista nelle ultime settimane. Torrisi ha chiarito come il merito sia soprattutto del calciatore: «C’è solo Ferraro nella sua crescita. Ha avuto la disponibilità di entrare nelle richieste tattiche dello staff e ha capito cosa serviva per esaltare le sue caratteristiche. È un attaccante che ha bisogno di attaccare la profondità con fame e ferocia. In questa categoria è difficile trovare difensori in grado di fermarlo».
Parole di grande stima anche per Macrì, nonostante il mancato ingresso in campo nell’ultima gara: «È uno dei centrocampisti più forti che abbiamo, fa parte integrante del progetto tecnico e del progetto futuro della Reggina. La sua esclusione è stata una scelta legata al contesto, non certo una bocciatura».
Sulle corsie esterne, nonostante le assenze, il tecnico si è mostrato sereno: «Abbiamo una rosa importante, sia qualitativamente che numericamente. Possiamo ruotare senza problemi. Palumbo, ad esempio, ha caratteristiche che si vedono solo nelle categorie superiori: è ambidestro, imprevedibile, forte nell’uno contro uno».
Infine, uno sguardo più ampio sul campionato e sulla corsa ai vertici: «Non esistono partite da dentro o fuori a gennaio. Dobbiamo continuare il nostro percorso con serenità e costanza. Noi abbiamo tutto nelle nostre mani e dobbiamo pensare solo al nostro modello, mentale e tattico. Sento che forse gli altri iniziano a pensare a noi, ma noi dobbiamo concentrarci sul nostro miglioramento quotidiano».
Un concetto ribadito anche nel confronto sul valore del risultato rispetto al gioco: «In ogni campionato esistono due campionati: quello di chi deve vincere e quello di chi deve partecipare. Quando sei obbligato a vincere, la gestione delle emozioni fa la differenza. Giocare sempre per vincere non è come alternare vittorie, pareggi e sconfitte».
La Reggina riparte da qui, dalla consapevolezza del proprio percorso e dalla volontà di continuare a crescere, anche in una trasferta che si preannuncia tra le più delicate della stagione.

