Non è ancora terminata la bufera in casa Vibonese, una situazione che va ben oltre i risultati in campo. Le nubi, infatti, si sono addensate ulteriormente questa mattina, in occasione dell’incontro al Comune di Vibo Valentia tra il sindaco Enzo Romeo e il presidente Fernando Cammarata, arrivato insieme al direttore sportivo Angelo Costa. L’incontro ha successivamente portato alla consegna del titolo sportivo nelle mani del primo cittadino.

Parla Caffo

Si tratta di una situazione delicata per il club rossoblù. Intercettato ai microfoni di LaC News24, lo storico presidente Pippo Caffo, oggi socio di minoranza, ha dichiarato: «Sull’incontro so poco, poiché sono stato informato solo dal presidente Cammarata e dal sindaco Enzo Romeo. Vorrei solo che tutto si risolvesse con un chiarimento. Certo, c’è chi vuole speculare sulle attuali vicende, ma non voglio entrare in alcun conflitto».

«Se vogliono lasciare – aggiunge Caffo – devono seguire i dovuti passaggi e rispettare le varie procedure burocratiche. Non so cosa accadrà dopo o chi prenderà in mano la Vibonese, ma so che non sarò io, altrimenti non l’avrei mai lasciata».

Negli ultimi giorni si è parlato di un’ipotetica cordata cittadina: «Non so nulla di tutto questo, nessuno mi ha contattato. Posso solo dire che chiunque arriverà avrà il mio sostegno, perché resterò all’interno della società come socio di minoranza. Purtroppo ci sono sempre momenti difficili e anch’io, in passato, sono stato maltrattato e criticato. Se però dovesse chiudersi questa fase, mi dispiacerebbe davvero molto».

Il mercato

Sul piano tecnico, la squadra continua a mostrare un’involuzione costante, e il mercato invernale non ha certo aiutato: «Il mercato serve per migliorare la squadra – ha affermato Caffo –, ma l’attuale regolamento purtroppo dà molto potere ai giocatori, che possono dettare le loro condizioni. Di cessioni vere e proprie ne abbiamo fatte solo una, e con un giocatore che aveva espressamente chiesto di andare via. I ragazzi che ci sono sono comunque validi, ma deve esserci anche il giusto feeling con l’allenatore».