Sono cinque le persone finite agli arresti domiciliari con l’accusa di frode sportiva nell’ambito dell’inchiesta Penalty, coordinata dalla Procura di Reggio Calabria. Al centro del sistema ci sarebbe un arbitro reggino.
A Cosenza ora, dove si allarga il caso dello studente aggredito da uno steward allo stadio “Marulla” durante una partita di beneficenza per uno striscione di contestazione al presidente della società di calcio cittadina, Eugenio Guarascio. Dopo l’uscita della notizia sulle nostre testate sono intervenuti sia il sindaco Franz Caruso sia la società stessa con un post che nega la propria organizzazione dell’evento. Ma le immagini diffuse via social dagli account ufficiali rossoblù sembrano smentire la società stessa.