Il 2025 si conferma in Calabria come un anno caratterizzato da criticità climatiche rilevanti, con un quadro complessivo segnato da riduzione delle precipitazioni e aumento delle temperature medie.

È quanto emerge dal rapporto del Centro Funzionale Multirischi di Arpacal sulla valutazione delle anomalie mensili di pioggia e temperatura, elaborato confrontando i dati del 2025 con le medie climatiche del periodo 1991–2020.

Dal punto di vista pluviometrico, l’anno 2025 ha mostrato una forte variabilità mensile, ma con un trend complessivo inferiore alla media storica, particolarmente evidente nei mesi autunnali, tradizionalmente più piovosi. In alcuni periodi critici, come giugno e settembre, le precipitazioni si sono attestate su valori molto bassi rispetto alla norma. Sul fronte termico, il 2025 è stato invece caratterizzato da temperature mediamente superiori ai valori di riferimento, con scostamenti significativi soprattutto nei mesi di gennaio e giugno, quando le anomalie hanno superato i 2 gradi centigradi.

L’analisi integrata dei dati evidenzia un elemento particolarmente rilevante: anche nei mesi in cui si sono registrate precipitazioni abbondanti, le temperature elevate rispetto alla media, hanno limitato la formazione di neve, riducendo così l’accumulo di riserve idriche nelle aree montane, con impatti diretti sul bilancio idrico regionale.

Le anomalie più marcate si riscontrano per le precipitazioni nelle aree tirreniche centro-settentrionali e per le temperature sull’altopiano della Sila.

Il quadro complessivo ha evidenziato che nel 2025 si sono registrate condizioni climatiche più calde e più secche, con effetti sulla disponibilità della risorsa idrica, sugli ecosistemi e sulla gestione del territorio.

Segnali di inversione si registrano, invece, nell’anno 2026: le prime elaborazioni relative al 2026 evidenziano un elemento di discontinuità rispetto agli ultimi anni.

Nel primo trimestre 2026, infatti, sul territorio regionale è stato registrato un quantitativo di precipitazioni già superiore ai valori medi annui, configurando una controtendenza rispetto al 2025 e agli anni recenti caratterizzati da deficit idrico. Si tratta di un segnale rilevante sotto il profilo climatologico, che suggerisce un possibile cambio di regime nelle dinamiche pluviometriche, pur richiedendo ulteriori consolidamenti nei prossimi mesi per una valutazione strutturale.

Arpacal prosegue nel rafforzamento delle attività di monitoraggio e analisi, con l’obiettivo di supportare le decisioni istituzionali attraverso dati scientifici solidi, contribuendo a migliorare la capacità di adattamento del territorio ai cambiamenti climatici.