Stop all’impianto eolico “Piano del campo” nell’area del lago Angitola. I Comuni di Polia, Filadelfia, Monterosso Calabro e Maierato, che si sono fermamente opposti al progetto, vincono la battaglia per la tutela del territorio: la Regione Calabria ha infatti decretato l’improcedibilità del progetto.

A renderlo noto sono le stesse Amministrazioni comunali dei paesi coinvolti in una nota congiunta. «Il mega-progetto per la realizzazione del parco eolico industriale denominato “Piano del campo”, che prevedeva l'installazione di sette aerogeneratori per una potenza di 30 MW nel cuore del nostro territorio - scrivono i sindaci Luca Alessandro, Anna Bartucca, Antonio Lampasi e Giuseppe Rizzello - subisce uno stop definitivo. Con il provvedimento n. 193 del 15 maggio 2026, il Dipartimento per la Sostenibilità ambientale (Settore energia) della Regione Calabria ha firmato il rigetto per improcedibilità dell'istanza presentata dalla società proponente Fri-El Spa».

Si tratta di «una vittoria straordinaria per le nostre comunità e per l’azione amministrativa sinergica messa in campo dai sindaci di Polia (anche in rappresentanza e per delega dei comuni limitrofi), Filadelfia, Monterosso Calabro e Maierato, i quali solo pochi giorni fa, tra il 13 e il 14 maggio, avevano depositato formali pareri negativi e contrari alla realizzazione dell'opera. Il decreto regionale recepisce le gravissime lacune progettuali, le incongruenze documentali e le carenze segnalate non solo dagli uffici comunali, ma anche dal Parco naturale regionale delle Serre. Tra i motivi del rigetto emergono clamorose variazioni progettuali che avrebbero finito per impattare persino sul territorio del comune di Filogaso (nemmeno invitato al procedimento), elaborati contraddittori, la totale mancanza di perizie giurate, nonché l'assenza di analisi in situ e di tutele sulle distanze minime dalle abitazioni regolarmente censite. Tutto questo nonostante le integrazioni documentali richieste fossero già state prodotte e depositate nel mese di dicembre, a dimostrazione di come le successive modifiche e carenze della società abbiano reso l'iter definitivamente non procedibile».

Le dichiarazioni congiunte dei sindaci

«L'improcedibilità decretata dalla Regione Calabria dimostra che avevamo ragione - affermano i quattro primi cittadini -. Questa non è solo una vittoria burocratica, è il trionfo di una visione politica che mette al centro il rispetto dell'identità locale, della biodiversità e del nostro futuro economico legato al turismo sostenibile. Non eravamo e non siamo contrari alla transizione ecologica a prescindere, ma ci opporremo sempre con fermezza alle speculazioni che calano dall'alto sopra aree protette e di altissimo pregio naturalistico come le Serre. Installare pale eoliche industriali a ridosso dei nostri boschi avrebbe inferto una ferita insanabile al paesaggio e azzerato gli investimenti fatti sui cammini, sulla valorizzazione dei borghi e sulla ricettività verde».

In questo percorso «è stato fondamentale il supporto legale e tecnico che abbiamo ricevuto: per questo esprimiamo un profondo ringraziamento all'avvocato Maurizio Fernando Teti, che ha affiancato e sostenuto con straordinaria competenza i nostri Comuni in questa complessa battaglia amministrativa, permettendoci di far valere le nostre ragioni con rigore e fermezza. Le incongruenze del progetto erano evidenti sin dall'inizio, e il fatto che le parziali integrazioni dello scorso dicembre non abbiano sanato i vizi strutturali, ma anzi ne abbiano evidenziati di nuovi, conferma la bontà della nostra opposizione tecnica» aggiungono.

Al contempo, si ringrazia «la Regione Calabria e i tecnici del Settore Energia per la puntualità del rigetto, e il Parco delle Serre per aver vigilato al nostro fianco. Oggi i Comuni hanno dimostrato che quando il territorio fa squadra a difesa del proprio patrimonio, la voce dei cittadini conta più degli interessi industriali. Piano del campo resta intatta, ed è una promessa mantenuta per le generazioni future».

In conclusione: «il verdetto della Regione Calabria chiude, per ora, una vicenda che aveva destato profonda preoccupazione tra i residenti e gli operatori turistici della zona. Le Amministrazioni comunali di Polia, Filadelfia, Monterosso Calabro e Maierato ribadiscono che la vigilanza resta altissima, pronte a bloccare sul nascere qualsiasi ulteriore tentativo di industrializzazione selvaggia delle nostre montagne».