Don Giovanni Napolitano si è rivolto al calciatore responsabile del gesto: «La vera sconfitta non è cadere, ma restare a terra convinti di non poter più cambiare. Se vuoi, io ci sono»
Tutti gli articoli di Attualità
PHOTO
Nelle scorse settimane, in provincia di Crotone, un episodio di violenza in campo ha coinvolto la Società Academy Crotone. Oggi il parroco di Casabona, don Giovanni Napolitano, che nel corso della sua vita non si è mai risparmiato a dare esempi di dialogo e socialità, interviene sulla questione lanciando un forte messaggio di speranza con la responsabilità di chi avverte il “peso” del ruolo nel mondo dei ragazzi di oggi.
I fatti risalgono al termine della gara di Prima Categoria tra Academy Crotone e Cirò Marina (terminata 1-2). Secondo la ricostruzione, il capitano della squadra di casa, espulso al 17esimo della ripresa per frasi offensive e minacciose, al termine della gara è entrato senza autorizzazione nello spogliatoio dell'arbitro. Dopo averlo colpito il calciatore ha chiuso la porta e ha iniziato a malmenarlo ripetutamente mentre la vittima cercava disperatamente di proteggersi il volto con le mani. L’aggressione è stata interrotta solo grazie all’intervento di un calciatore della squadra del Cirò Marina, l’unico intervenuto a difendere il direttore di gara. La società ha successivamente deciso di prendere formalmente le distanze da ogni episodio di violenza verificatosi ed ha comunicato l’immediato ritiro della squadra dal campionato.
Riportiamo integralmente il forte messaggio del parroco di Casabona, don Giovanni Napolitano. Una lettera piena di significato, che arriva di chi si occupa di giovani e sa il peso che oggi rappresenta nella società. Ha saputo indirizzare al protagonista, a chi ha commesso l’errore, un messaggio di possibile ripresa e di speranza verso un cambiamento possibile. Ricordando ad esso, e a tutti, che la violenza non può e non dev’essere mai la soluzione. Un invito a risollevarsi, e rimettersi in cammino.
La lettera
«Ho letto con attenzione e con il cuore colmo di riflessioni i recenti fatti che hanno scosso la nostra comunità sportiva. Come uomo di fede e come educatore che vive quotidianamente tra i giovani, sento il bisogno di condividere un pensiero che non vuole cancellare la gravità di quanto accaduto, ma provare a guardare "oltre". Alla Società Academy Crotone va il mio profondo apprezzamento per il coraggio della scelta. In un mondo dove spesso si cerca di minimizzare per tutelare il risultato, il vostro ritiro della squadra è un atto profetico. È la testimonianza che l’educazione dei piccoli viene prima di ogni categoria o trofeo. Avete scelto di essere educatori prima che dirigenti, e questa è la vittoria più grande, anche se dolorosa.
Tuttavia, dopo il giusto tempo della condanna e dei provvedimenti, sento che non possiamo fermarci all'esclusione. Come comunità, abbiamo il dovere di chiederci: cosa ne sarà di chi ha sbagliato?
Caro Francesco, mi rivolgo direttamente a te. Quello che hai fatto è grave e non può essere giustificato. Hai ferito un uomo, hai tradito la fiducia della tua società e hai offuscato i valori dello sport. Hai vissuto una brutta caduta, di quelle che lasciano segni profondi.
Ma oggi, proprio mentre il mondo ti chiude le porte e ti punta il dito contro, io vorrei dirti che non sei il tuo errore. Sei una persona che ha sbagliato, ma che resta un figlio di questa terra e un giovane con una vita davanti. La vera sconfitta non è cadere, ma restare a terra convinti di non poter più cambiare.
C’è sempre un’opportunità per rimettersi in cammino. C’è sempre la possibilità di trasformare il peso di un rimorso in un’energia nuova per riparare il male fatto. Il primo passo è guardare in faccia la realtà, chiedere scusa con umiltà e accettare le conseguenze. Ma il secondo passo è ricominciare a camminare in una direzione diversa.
Francesco, se vuoi, io ci sono. Sono disponibile a incontrarti, ad ascoltarti e a fare un pezzo di strada insieme, lontano dai riflettori, per capire come trasformare questa ferita in una lezione di vita.
Lo sport ci insegna che esiste sempre il "secondo tempo". Spero che, dopo questa tempesta, tu possa trovare la forza di giocare la tua partita più importante: quella della tua rinascita come uomo.
Con speranza, don Giovanni Napolitano».



