Il Sic scrive ai ministri della Difesa e dell’Interno dopo un nuovo episodio sulle strade: «A rischio operatori e cittadini, indispensabile che il personale dell’Arma disponga di mezzi, dotazioni ed equipaggiamenti adatti»
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Una lettera aperta al ministro della Difesa, Guido Crosetto, e al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in cui si evidenzia una preoccupante escalation di criminalità armata e utilizzo di esplosivi sulle strade italiane. A firmarla è il Sindacato Indipendente Carabinieri (Sic), che sottolinea come gli ultimi episodi, tra cui l’assalto a un furgone portavalori nel Brindisino, mettano a rischio la sicurezza di operatori e cittadini.
Secondo il sindacato, l’attacco non si è limitato a un conflitto a fuoco con i carabinieri: «La detonazione dell’esplosivo è avvenuta mentre sull’arteria opposta transitavano veicoli civili, esponendo cittadini inermi a un pericolo concreto e potenzialmente letale», si legge nella lettera.
Il Sic denuncia come simili episodi non siano più isolati, ma rappresentino un fenomeno criminale strutturato, sempre più frequente in alcune aree del Paese, dove gli operatori di polizia affrontano quotidianamente individui armati e senza scrupoli.
Per questo motivo, il sindacato chiede un intervento immediato: «È indispensabile che il personale dell’Arma disponga di mezzi, dotazioni ed equipaggiamenti coerenti con la minaccia reale». Tra le priorità indicate vi sono il potenziamento degli equipaggiamenti individuali e di reparto, l’adeguamento delle autovetture di servizio con sistemi di protezione e blindatura, e investimenti in tecnologie operative per garantire efficacia e sicurezza.
Il Sic esprime solidarietà ai carabinieri intervenuti nell’assalto: «Questi eventi confermano ancora una volta che l’attività di controllo del territorio avviene in scenari ad altissimo rischio, spesso senza dotazioni adeguate alla minaccia reale».
Nella lettera, il sindacato riconosce le difficoltà organizzative, logistiche e finanziarie degli interventi, ma ribadisce che «la tutela della vita umana e della sicurezza pubblica deve rappresentare una priorità assoluta e non comprimibile».
Il Sic auspica che il Governo raccolga l’allarme come un «atto di responsabilità verso chi tutela quotidianamente la sicurezza del Paese e verso i cittadini stessi», offrendo soluzioni concrete e tempestive per garantire protezione agli operatori delle forze dell’ordine e alla collettività.



