Arroccato nel cuore della Calabria, Caccuri non è solo un borgo di straordinaria bellezza storica e paesaggistica, ma rappresenta oggi un vero e proprio modello di resistenza e innovazione per le aree interne del Mezzogiorno. In un'epoca in cui i piccoli comuni combattono quotidianamente la sfida dello spopolamento, questo gioiello del Crotonese dimostra che la tutela dell'identità, se unita a servizi moderni, digitalizzazione e una visione lungimirante, può trasformarsi in un potente motore di rinascita e attrazione.

A fare da straordinario catalizzatore di questa energia è anche il Premio Letterario Caccuri, che quest'anno taglia il prestigioso traguardo della quindicesima edizione, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più importanti e partecipati dell'intero panorama nazionale.

In questa intervista, rilasciata a LaC News24, il sindaco Luigi Quintieri racconta la sua visione per il futuro del paese: un viaggio che unisce la riqualificazione urbana al turismo esperienziale, il legame indissolubile con la comunità degli emigrati all'estero e la forza di una rete territoriale capace di fare dell'entroterra calabrese una destinazione viva tutto l'anno.

Sindaco Quintieri, Caccuri è ormai riconosciuto come uno dei borghi simbolo della Calabria. Qual è la sua visione per il futuro del paese e quali sono i progetti per renderlo sempre più attrattivo e vivibile?

«La nostra visione è quella di un borgo che sappia custodire la propria identità senza rinunciare all’innovazione. Caccuri ha dimostrato che anche un piccolo comune può diventare un punto di riferimento nazionale se investe nella cultura, nella qualità della vita e nella valorizzazione del proprio patrimonio. Il futuro passa attraverso interventi di riqualificazione urbana, il recupero del patrimonio storico, il miglioramento dei servizi e una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale e alla digitalizzazione. Vogliamo rendere Caccuri un luogo bello da visitare, ma soprattutto un paese in cui vivere bene ogni giorno, con servizi efficienti, spazi pubblici curati e opportunità per tutte le generazioni».

I piccoli comuni dell’entroterra combattono quotidianamente contro lo spopolamento. Quali strategie state mettendo in campo per creare opportunità, trattenere i giovani e fare di Caccuri un luogo dove non solo si viene a visitare, ma si sceglie anche di vivere e investire?

«Lo spopolamento rappresenta la sfida più importante per tutti i borghi delle aree interne. Per affrontarla non bastano slogan, servono politiche concrete. Noi stiamo lavorando per creare un ambiente favorevole a chi vuole investire, avviare un’attività o scegliere Caccuri come luogo di vita. Puntiamo sul turismo esperienziale, sulla valorizzazione delle produzioni locali, sul sostegno alle imprese e sulle opportunità offerte dai finanziamenti nazionali ed europei. Parallelamente investiamo nella scuola, nella cultura, nei servizi e nelle infrastrutture digitali, perché un giovane resta se trova qualità della vita, opportunità lavorative e una comunità dinamica. Il nostro obiettivo è trasformare lo spopolamento in una nuova stagione di ripopolamento, anche grazie a chi sceglie di tornare alle proprie radici».

Negli ultimi anni Caccuri ha saputo coniugare storia, turismo e cultura. Quanto è importante fare rete con gli altri borghi e con le istituzioni del territorio per costruire un’offerta turistica capace di destagionalizzare i flussi e valorizzare l’entroterra calabrese?

«È fondamentale. Oggi nessun territorio può pensare di crescere da solo. La collaborazione tra i borghi, le istituzioni, gli operatori turistici e le associazioni rappresenta la chiave per costruire un’offerta competitiva e di qualità. Dobbiamo proporre ai visitatori esperienze che raccontino l’intero territorio, mettendo insieme storia, enogastronomia, natura, tradizioni ed eventi culturali. Solo così possiamo allungare la stagione turistica e fare in modo che l’entroterra diventi una destinazione da vivere tutto l’anno. Caccuri è pronta a fare la propria parte, mettendo a disposizione un’esperienza che negli anni ha dimostrato quanto la cultura possa diventare un vero motore di sviluppo».

Caccuri ha un rapporto stretto con i suoi emigrati sparsi per il mondo. In che modo si mantengono vivi i rapporti tra la comunità e i suoi figli all’estero?

«Il legame con i nostri concittadini che vivono all’estero è un patrimonio umano straordinario. Le radici non si perdono con la distanza, anzi spesso diventano ancora più forti. Manteniamo un dialogo costante attraverso le associazioni degli emigrati, i social network, le iniziative istituzionali e soprattutto nei momenti in cui tanti di loro tornano a Caccuri durante l’estate e le festività. Per noi non sono semplicemente visitatori: fanno parte della nostra comunità e rappresentano ambasciatori del borgo nel mondo. Vogliamo continuare a coinvolgerli nei progetti di sviluppo e nelle iniziative culturali, perché il loro contributo di idee, esperienze e affetto è prezioso per il futuro del paese».

Quest’anno il Premio Letterario Caccuri taglia il traguardo della quindicesima edizione, confermandosi uno degli appuntamenti culturali più importanti in Italia. Quanto ha contribuito questa manifestazione a far conoscere il borgo a livello nazionale e quale messaggio desidera lanciare ai tanti visitatori e agli ospiti che arriveranno a Caccuri per questa edizione speciale?

«Il Premio Letterario Caccuri rappresenta uno dei risultati più significativi del percorso di crescita del nostro borgo. In questi quindici anni ha portato a Caccuri alcuni tra i più importanti protagonisti della cultura, del giornalismo, della politica e della società italiana, trasformando il nostro centro storico in un luogo di confronto, riflessione e partecipazione. Grazie al Premio, il nome di Caccuri è arrivato ben oltre i confini della Calabria, dimostrando che anche un piccolo borgo può diventare protagonista del panorama culturale nazionale. 

Ai tanti ospiti che arriveranno per questa edizione speciale voglio rivolgere un invito semplice: venite a conoscere Caccuri con curiosità. Scoprirete un borgo ricco di storia, di bellezze, di tradizioni autentiche e soprattutto di persone accoglienti. La nostra comunità è pronta ad aprire le proprie porte con l’ospitalità che da sempre la contraddistingue. Il Premio sarà, ancora una volta, un’occasione per celebrare il valore della cultura come strumento di crescita, di dialogo e di sviluppo per i territori. Siamo orgogliosi del cammino compiuto e guardiamo al futuro con entusiasmo, convinti che la cultura continui a rappresentare la migliore ambasciatrice di Caccuri in Italia e nel mondo».