La segretaria regionale della Uil Mariaelena Senese chiede un impegno netto della Regione per vigilare su gare al ribasso e subappalti che mettono a rischio la sicurezza: «Troppe tragedie, non c’è tempo da perdere»
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«Sette morti sul lavoro e almeno tre incidenti gravi in Calabria. I controlli dell'Ispettorato del Lavoro hanno restituito dati preoccupanti: nel Cosentino, su 19 imprese edili controllate nei giorni scorsi, 18 sono risultate irregolari; su 10 stabilimenti balneari, 9 non erano in regola. Nel Catanzarese e nel Crotonese, irrogate sanzioni per centinaia di migliaia di euro ad aziende che impiegavano lavoratori in nero. Questo è il bilancio - comunque parziale - di un maggio agghiacciante sotto il profilo della sicurezza sul lavoro». Lo si legge in una nota della Uil Calabria.
«Al di là degli incontri obbligatoriamente previsti dalla normativa vigente - spiega la segretaria generale, Mariaelena Senese - la cui efficacia pratica rimane da dimostrare, dobbiamo fare i conti con la realtà dei fatti. Ecco perché riteniamo necessario riportare il confronto sulle proposte e sulle rivendicazioni che la Uil Calabria, ormai da tempo, ha sottoposto agli interlocutori istituzionali».
La riflessione della segretaria si concentra sulla natura operativa e concreta che devono avere gli strumenti di monitoraggio e controllo a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici: «Chiediamo ancora una volta che sia attivato un tavolo tecnico operativo sul tema, a cui partecipino i pochi soggetti realmente chiamati alla responsabilità nella filiera della sicurezza sul lavoro. Dovrà essere un organismo snello, con compiti chiari, che possa confrontarsi in maniera operativa, periodica e costante sulla base dei dati regionali già disponibili attraverso le fonti istituzionali. Su questo argomento serve una risposta immediata da parte della Regione Calabria: non c'è altro tempo da perdere e lo dimostrano le tragedie di questi ultimi giorni».
Per Senese, l'impegno della Regione deve concentrarsi anche su una questione tecnica che produce effetti diretti sulla sicurezza nei cantieri pubblici e nei luoghi di lavoro: «Occorre affrontare - afferma - una volta per tutte il tema delle gare assegnate al massimo ribasso e dei subappalti a cascata. È proprio nei segmenti più frammentati della filiera degli appalti che si annidano con maggiore frequenza fenomeni di lavoro nero, dumping contrattuale, precarietà e minore attenzione agli investimenti in prevenzione e sicurezza. È il momento di intervenire in maniera netta e con coraggio - sostiene Senese -. La Uil Calabria è e resterà un interlocutore disponibile alla collaborazione concreta, a condizione che tale collaborazione produca risultati misurabili per chi ogni giorno rischia la vita sul posto di lavoro. Di fronte a sette morti in un solo mese - conclude - non possono esserci rinvii né dichiarazioni di principio: servono scelte politiche e amministrative capaci di incidere realmente sulle condizioni di lavoro e di prevenire nuove tragedie».



