Prime misure dopo la tempesta che ha colpito il Sud. Il ministro Musumeci: «Durerà 12 mesi prorogabili per altri 12». Occhiuto nominato commissario
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«Il governo Meloni ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale nei territori della Sicilia, Sardegna e Calabria colpiti dal violento maltempo dei giorni scorsi». Lo annuncia in una nota dopo il Consiglio dei ministri il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, spiegando che «lo stato di emergenza può durare 12 mesi, prorogabile per altri 12, come prevede il Codice di Protezione civile. Per fare fronte ai primissimi interventi previsti dall'art. 25 lettere a,B,c del Codice di protezione civile, è stata deliberata la somma complessiva di 100 milioni di euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali».
«L'attività di ricostruzione – annuncia la nota – sarà coordinata dai rispettivi presidenti di Regione, nominati oggi commissari delegati con ampi poteri di deroga».
Nei prossimi giorni il governo adotterà un nuovo provvedimento interministeriale, per consentire il ripristino e la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate, non appena sarà definita la ricognizione dettagliata dei danni da parte delle Regioni.
Occhiuto: «In Calabria 300 milioni di danni»
«Parliamo di circa 300 milioni di euro di danni per la Calabria, chiaramente è una stima di massima. Ora stiamo facendo una ricognizione più puntuale». Così il governatore calabrese Roberto Occhiuto, arrivando a Palazzo Chigi per partecipare al Cdm chiamato a deliberare lo stato di emergenza per i danni causati dal ciclone Harry.
Dalla riunione di oggi «ci aspettiamo che sia dichiarato lo stato d'emergenza, così come abbiamo chiesto con apposite delibere di giunta. L'ha fatto la Calabria, l'hanno fatto anche le altre Regioni. Ci aspettiamo uno stanziamento iniziale per poter procedere con i lavori da svolgere» e «ci aspettiamo poi anche qualche altro provvedimento con una dote finanziaria più consistente, che è difficile quantificare perché la quantificazione dei danni si sta facendo appunto in questi giorni in maniera puntuale», ha proseguito.
Ciclone Harry, Schifani: «Danni per un miliardo e mezzo di euro»
«Una prima ricognizione c'è e purtroppo si tende addirittura a superare il miliardo e mezzo di euro come danni diretti e indiretti, perché ogni giorno che passa naturalmente emergono danni non emergenti immediatamente. Quindi si tratta di danni non indifferenti». Lo ha detto il presidente della Regione Sicilia Renato Schifani, parlando con i giornalisti prima di partecipare, assieme ai governatori di Calabria e Sardegna, al Consiglio dei ministri che delibererà lo stato d'emergenza per le regioni colpite nei giorni scorsi dal maltempo. «Si è trattato un evento straordinario - ha aggiunto -, un evento che ha messo in ginocchio una parte turistico-alberghiera prioritaria della Sicilia, la zona di Taormina, per cui temiamo anche il crollo delle strutture turistiche in un centro che ha brillato in Sicilia come Pil di attrazione turistico-alberghiera».
Schifani: «Ho apprezzato molto l'accelerazione della premier»
«Stiamo facendo la nostra parte, noi abbiamo stanziato già immediatamente 72 milioni per le prime emergenze, ci attendiamo dal governo sicuramente dei primi interventi. Io ho apprezzato molto l'accelerazione della premier di convocare per oggi il Consiglio dei ministri straordinario per la dichiarazione della calamità naturale nazionale che ci consentirà una maggiore velocizzazione assieme all'ordinanza». Lo ha detto il presidente della Regione Sicilia Renato Schifani, parlando con i giornalisti prima di partecipare, assieme ai governatori di Calabria e Sardegna, al Consiglio dei ministri che delibererà lo stato d'emergenza per le regioni colpite nei giorni scorsi dal maltempo. «Siamo tutti sul pezzo e evidentemente occorre riflettere sul futuro su una organizzazione e la tutela delle fasce costiere diverse secondo le mutazioni dell'ecosistema che ormai sono sotto gli occhi di tutti. Ormai a grandi incendi e grandi mareggiate e purtroppo ci dovremo abituare», ha aggiunto Schifani, sottolineando che «una mareggiata del genere in Sicilia non c'era mai stata. Occorrerà prevedere un piano di prevenzione delle fasce antropizzate, cioè quelle abitate da cittadini o da strutture turistiche, per difenderle da queste mareggiate. Ci sono i sistemi, occorre realizzare una grande progettazione che abbiamo in mente per difendere queste aree. Ci vorrà qualche anno, l'importante però è iniziare».
«Ascoltando il grido di dolore di migliaia di persone che ho visto in Sicilia, sull'accelerazione dei tempi, mi sento di dire in maniera semi-ottimistica che non avremo problemi di coperture finanziarie perché ci rivarremo anche sul Fondo di solidarietà europea, sull'Fsc, sulla rimodulazione dei fondi sociali di coesione, i fondi nazionali e quelli regionali che non mancheranno. Il problema, la vera scommessa di questa disgrazia, è quella dei tempi». ha proseguito Schifani.
«Bisogna garantire la realizzazione entro l'estate, se ci riusciamo, di molti lidi balneari che sono stati distrutti e che rischiano di perdere la stagione, di tante case che sono state distrutte, e tanti esercizi commerciali - ha aggiunto -. Abbiamo avuto 300 sfollati, oggi sono ridotti per fortuna a 70. È un evento di calamità straordinaria innaturale, il mare è impazzito, più che impazzito è cambiato l'ecosistema».

