L’idea del complesso è nata nel 1987. Poi, tra intoppi amministrativi e guai giudiziari, il progetto si è arenato. Oggi il monitoraggio di Open Coesione parla di 4 milioni di euro di investimento con zero pagamenti effettuati. E la Regione concede altri 3 anni tirando in ballo la pandemia
Tutti gli articoli di Attualità
PHOTO
Complesso termale Magna Graecia: non pervenuto per colpa del Covid. Peccato che il progetto sia partito da qualche decennio senza che la realizzazione sia mai apparsa possibile. Anni trascorsi in attesa di una svolta mai arrivata. Ora si consuma una richiesta di proroga fino al 2027 della concessione di finanziamento. Motivo: la pandemia ha messo in ginocchio il pianeta, siate comprensivi, qualche anno e ce la faremo.
La storia è iniziata nel 1987: quasi 40 anni fa il comune di Cotronei ha ottenuto un finanziamento di 6,5 miliardi di lire per realizzare il complesso termale Magna Grecia. Missione compiuta? Certo che no, come nella peggiore tradizione delle incompiute calabresi. La storia dello sviluppo pensato attorno alle acque termali e sospeso per decenni tra mille intoppi è ben riassunta – almeno fino al 2020 – da un progetto di monitoraggio civico, Waters on Fire, che ha ricostruito stop che svariano da fermi amministrativi a inchieste giudiziarie. Alcuni tornanti della vicenda risalgono addirittura agli anni 90 del secolo scorso (primo blocco per la cattiva qualità dei materiali utilizzati e area messa sotto sequestro). Nel 2000 il contratto con la prima ditta appaltatrice viene stracciato: più di 10 anni passati senza che le terme vedano la luce.
Salto in avanti: nel 2015 arriva un finanziamento da 2,5 milioni di euro. Sono fondi del Por 2007-2013 non utilizzati e rimodulati. Non se ne esce neanche questa volta perché servono anni per sistemare le pratiche per tutti i vincoli a cui l’area è soggetta. Come corollario ci sono gli esposti a ripetizione firmati da un consigliere di minoranza: la Regione Calabria sospende il nulla osta che aveva reso l’area edificabile, la Procura apre un’inchiesta e poi la archivia. Intanto interviene una variante al progetto. Il racconto di Waters on Fire si chiude (nel gennaio 2020) all’insegna dell’ottimismo: «Oggi si è prossimi all’apertura del cantiere». Troppo ottimisti: per i 4 milioni di euro previsti per finanziare l’opera (2,5 di fondi pubblici e 1,5 di capitale privato), i pagamenti monitorati da Open Coesione – il sito che si occupa di raccontare lo stato d’avanzamento delle opere finanziate con fondi europei – sono fermi a quota zero.
Qualche elemento in più: l’inizio previsto (ed effettivo) dei lavori era il 5 giugno 2016, il completamento dell’opera era previsto per il 5 settembre 2023.
Quasi due anni e mezzo dopo non ci sono novità, o quasi. In effetti le Terme incompiute di Cotronei sono apparse in un atto dello scorso 5 gennaio che parla di «riapprovazione del disciplinare di finanziamento provvisorio» e riassume, in termini burocratici, parte dell’iter.
E ricorda che nel novembre del 2018 è stata liquidata un’anticipazione di quasi 700mila euro per i lavori. Quattro anni dopo, nel 2022, un decreto ha rinnovato la concessione provvisoria del finanziamento e il 29 maggio 2024 è arrivata una nuova proroga. Finita qui? Neanche per idea. L’ultimo atto è molto recente: lo scorso 17 dicembre il Comune di Crotonei ha chiesto la proroga della concessione di finanziamento fino al 31 dicembre 2027. «Tale richiesta – spiega l’amministrazione – è motivata per il particolare periodo di pandemia globale che ha interessato il mondo intero e che ha destabilizzato il mercato e le economie mondiali facendo venire meno le già poche certezze sugli investimenti a lungo termine com’è l’intervento in questione, nonché dalle difficoltà nell’approvvigionamento dei materiali, dall’aumento vertiginoso del prezzo degli stessi che rende ancora più incerto e rischioso ogni tipo d’investimento». Tutta colpa del Covid, insomma. Anche se il progetto è nato da qualche decennio, si è arenato ben prima che il mondo sopportasse la pandemia e sta ripartendo adesso che il Coronavirus è alle spalle. Un capro espiatorio buono per tutti i tempi. Intanto le terme restano un’idea. Chissà per quanto ancora.


