Un viaggio nella memoria della regione attraverso eventi climatici drammatici: esondazioni, frane, vittime e comunità colpite. Dalla tragedia del camping “Le Giare” alle emergenze del 2026, cosa ci insegna la storia: dal 1860 al 2017 oltre 520 tra morti e dispersi
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Era la notte del 10 settembre 2000 e l’estate ormai inoltrata lasciava spazio alle prime piogge settembrine. Ma nella zona ionica della Calabria quel temporale non avrebbe dovuto essere così feroce. Mentre molti dormivano nel campeggio “Le Giare”, l’acqua caduta in poche ore trasformò torrenti in fiumi in piena. Quando la corrente si placò, 13 vittime non furono un numero, bensì una ferita indelebile per intere famiglie e per una regione intera. Questo episodio, assieme ad altri eventi estremi che si sono susseguiti negli ultimi decenni, racconta una storia a volte drammatica, ma sempre vivida nella memoria collettiva della Calabria.
Le grandi alluvioni che hanno segnato la Calabria
Soverato, 10 settembre 2000: la tragedia del campeggio
La notte tra il 9 e il 10 settembre 2000 un evento di pioggia eccezionale – oltre 200 mm caduti in 24 ore – trasformò la zona di Soverato in un teatro di devastazione. L’esondazione del torrente Beltrame travolse il campeggio “Le Giare”, causando la morte di 13 persone tra villeggianti e operatori, con decine di feriti e danni incalcolabili.
I sopravvissuti parlarono di un’acqua «che arrivava dal nulla», raccontando a giornali locali come la furia del maltempo abbia sorpreso anche chi abitualmente frequenta la costa ionica. «Sembrava un fiume in piena, e non pioggia», disse un volontario dei soccorsi alcune ore dopo l’evento.
Crotone, 14 ottobre 1996: straripamento dell’Esaro
Un’altra delle grandi alluvioni recenti si verificò il 14 ottobre 1996, quando il torrente Esaro e vari affluenti strariparono a causa di precipitazioni intense, sommergendo vaste aree urbane e agricole. La piena causò la morte di 6 persone e migliaia di sfollati, oltre a enormi danni infrastrutturali e materiali.
Un commerciante del centro storico di Crotone raccontò all’epoca: «In pochi minuti l’acqua ha riempito le strade, non c’era più alcun punto di riferimento. È stato come vedere la città capovolta».
Alluvioni più recenti
Novembre 2020: piogge torrenziali e allagamenti
Nel novembre 2020, intense piogge portarono a oltre 450 mm in 48 ore su diverse zone della provincia di Crotone e Cosenza, con fiumi e corsi d’acqua che superarono i livelli di guardia. I vigili del fuoco effettuarono oltre 400 interventi tra soccorsi, evacuazioni e interventi di protezione civile.
I cicloni del 2026: da Nils, a Harry fino a Jolina
Allerta rossa, venti forti e piogge torrenziali hanno interessato Calabria già da inizio anno, evidenziando come la regione sia sempre più esposta a ondate di maltempo intenso
All’inizio del 2026, la Calabria è tornata al centro dell’emergenza meteorologica con il ciclone Harry che ha devastato diversi territori colpendo soprattutto il Catanzarese. È stata poi la volta il ciclone Nils che ha febbraio ha portato oltre 260 mm di pioggia in 48 ore, con i fiumi Busento e Campagnano fuoriusciti dagli argini a Cosenza e vaste aree isolate da allagamenti e frane. La Protezione Civile e i Vigili del fuoco sono stati costretti a intervenire per liberare strade e mettere in sicurezza famiglie. Infine il ciclone Jolina in questi giorni sta colpendo duramente la regione e in particolare lo Jonio.
Il quadro complessivo: numeri, studi e vulnerabilità
Una mappa elaborata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-Irpi) mostra come, dal 1860 al 2017, la Calabria abbia registrato oltre 520 tra morti e dispersi per frane e inondazioni, con un chiaro accumulo di eventi nella parte meridionale della regione.
In periodi più recenti (2001–2017) si registrano oltre 4.500 sfollati e senzatetto, con 61 feriti e 14 morti legati a frane e alluvioni.
Secondo studi scientifici, intensi eventi di pioggia – anche concentrati in poche ore – scatenano movimenti franosi e allagamenti, accentuati da un territorio caratterizzato da forte pendenza dei versanti e un reticolo idrografico rapido, tipico dell’orografia calabrese.
Memorie e lezioni per il futuro
Le tragedie di Soverato, Crotone e gli eventi di frane e alluvioni degli ultimi decenni evidenziano un quadro complesso: la Calabria è particolarmente vulnerabile a causa della sua conformazione geomorfologica, della rapida risposta idraulica dei bacini montani e della crescita urbana in aree sensibili.
Le commemorazioni delle vittime, le cronache locali e la ricerca scientifica ricordano l’importanza di una cultura della prevenzione, sistemi di allerta efficaci e interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, fondamentali per proteggere vite e patrimoni in un’epoca in cui gli eventi meteorologici estremi sono sempre più frequenti.


