Il 25 gennaio l’Italia riconosce il ruolo dei veterinari nella sicurezza alimentare, nella prevenzione delle zoonosi e nella tutela del benessere animale e della comunità
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Il 25 gennaio 2026 non è una data simbolica come tante. È il giorno in cui l’Italia riconosce ufficialmente che la prevenzione veterinaria è una colonna portante della salute pubblica. Si celebra infatti, per la prima volta, la Giornata nazionale della Prevenzione Veterinaria, istituita con la legge 1° aprile 2025 n. 49, una ricorrenza che segna un passaggio culturale prima ancora che sanitario.
In un Paese in cui oltre sei famiglie su dieci convivono con almeno un animale da compagnia e dove le filiere agroalimentari rappresentano un asset strategico dell’economia, la medicina veterinaria esce definitivamente da una dimensione specialistica per entrare nel cuore delle politiche di tutela collettiva.
Prevenzione veterinaria: una questione di salute pubblica
La prevenzione veterinaria non riguarda solo cani e gatti. Riguarda la sicurezza degli alimenti, il controllo delle zoonosi, la sorveglianza epidemiologica, il benessere animale, la tutela ambientale. È il primo presidio contro molte delle minacce sanitarie globali: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, oltre il 70% delle malattie infettive emergenti ha origine animale. Un dato che rende evidente come il lavoro dei veterinari sia parte integrante del sistema sanitario nazionale, in piena coerenza con l’approccio One Health, che riconosce l’interdipendenza tra salute umana, animale e ambiente.
Dalla stalla alla tavola, dalla casa alla comunità
Già nel 2014 la Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI) aveva acceso i riflettori sul ruolo spesso invisibile della professione con la campagna “C’è un veterinario nel tuo piatto”, per raccontare ai cittadini quanto lavoro di controllo, prevenzione e vigilanza garantisca ogni giorno la sicurezza degli alimenti di origine animale.
Oggi quella visione si amplia. Con l’aumento degli animali d’affezione nelle case italiane cresce anche la consapevolezza che la prevenzione è il vero atto d’amore verso un animale: piani vaccinali corretti, controlli periodici, profilassi antiparassitaria, diagnosi precoce. Azioni che allungano la vita degli animali e migliorano la qualità della convivenza con le persone.
Non una celebrazione, ma un cambio di passo
La Prima Giornata nazionale della Prevenzione Veterinaria non nasce come una ricorrenza rituale. L’obiettivo, dichiarato dalle istituzioni e dagli ordini professionali, è costruire una cultura permanente della prevenzione, che coinvolga cittadini, enti locali, scuole, università e servizi sanitari.
In tutta Italia sono previste iniziative, incontri divulgativi, eventi scientifici e momenti di confronto tra professionisti e comunità. Un’occasione per spiegare che prevenire costa meno che curare, ma soprattutto protegge meglio.
Un messaggio che riguarda anche il Sud
In regioni come la Calabria, dove la sanità territoriale è spesso chiamata a colmare ritardi strutturali, la prevenzione veterinaria rappresenta un investimento strategico: nella salute pubblica, nella qualità delle produzioni locali, nella tutela dell’ambiente e nella sicurezza delle comunità.
La Giornata del 25 gennaio lancia un messaggio chiaro: la salute non comincia in ospedale, ma molto prima. Comincia nei controlli, nella sorveglianza silenziosa, nel lavoro quotidiano di professionisti che operano lontano dai riflettori ma vicino alla vita reale delle persone.
Prevenire è proteggere
La Prima Giornata nazionale della Prevenzione Veterinaria segna dunque un punto di non ritorno. Riconosce il valore di una professione, ma soprattutto afferma un principio: la salute è una responsabilità condivisa, che passa anche – e sempre di più – dalla medicina veterinaria. Perché prevenire, oggi, significa proteggere il futuro.

