«Le fiamme improvvise e veloci. Il fumo. Poi le urla e la fuga disperata, impossibile. Voi cosa avreste fatto?». È da questo interrogativo, che richiama immagini ancora vive e difficili da dimenticare, che prende forma un percorso che prova a trasformare il dolore in consapevolezza, la paura in preparazione.

A partire da una riflessione maturata dopo la tragedia di Capodanno a Crans-Montana, Ance Vibo Valentia ha deciso di intervenire in uno dei campi in cui è da sempre più impegnata: la sicurezza, intesa non solo come norma ma come cultura quotidiana, come competenza da costruire fin dai banchi di scuola.

Un progetto che nasce da una tragedia

È proprio da «una immensa tragedia e una forte esigenza, quella di trasformare quel dolore in una lezione di vita» che nasce "Costruiamo ANChE Sicurezza", progetto pilota promosso dall’associazione dei costruttori edili di Vibo Valentia in collaborazione con il Liceo scientifico "G. Berto".

Il primo modulo formativo, che coinvolge gli studenti delle ultime classi, ha preso il via ieri nell’aula magna del liceo, dove un’attenta platea di ragazze e ragazzi ha intrapreso un percorso di conoscenza, con nozioni, esempi e dimostrazioni pratiche per essere in grado di difendersi in cotesti a rischio.

«L'iniziativa – si legge in una nota  – si pone l'obiettivo ambizioso di trasformare la consapevolezza del rischio in una vera e propria competenza di vita». Un obiettivo che prende corpo grazie alla collaborazione con una rete di partner istituzionali: Questura, Vigili del Fuoco, Protezione civile “Associazione Augustus” ed esperti psicologi per le emergenze.

La scuola come laboratorio di prevenzione

Ad aprire i lavori è stata la dirigente scolastica Licia M. Bevilacqua, che ha indicato con chiarezza il senso dell’iniziativa: «La scuola ha il dovere di educare anche alla sicurezza. Progetti come questo hanno il pregio di trasformare la scuola stessa in un laboratorio aperto. Questa iniziativa rappresenta anche un percorso di educazione civica d'eccellenza, capace di andare oltre le nozioni di base per incidere concretamente sulla tutela della vita umana».

Parole che restituiscono il valore di un percorso che non si limita alla teoria, ma punta a entrare nella quotidianità degli studenti, nei luoghi che frequentano ogni giorno, come la casa e la scuola.

Il ruolo di Ance e la cultura della sicurezza

Al centro del progetto c’è l’impegno diretto di Ance Vibo Valentia, rappresentata dal presidente Domenico Ceravolo e dalla vicepresidente Anita Ruffa, che hanno spiegato così lo spirito dell’iniziativa: «Formare nei giovani un bagaglio di abilità pratiche, capace di accompagnarli nelle scelte quotidiane e nelle situazioni di rischio, un approccio globale alla prevenzione, che non renda i ragazzi spettatori passivi, ma protagonisti consapevoli della tutela della propria incolumità e di quella degli altri».

Un impegno che si inserisce in un percorso più ampio dell’associazione, da sempre attiva nel promuovere la sicurezza nei cantieri e nei luoghi di vita, e che ora guarda anche alle nuove generazioni come primo terreno su cui costruire consapevolezza.

Dalla teoria alla pratica: simulazioni e comportamenti salvavita

Partendo proprio dalle immagini del rogo di Capodanno, il funzionario dei Vigili del Fuoco Domenico Ferito ha guidato una lezione costruita su esempi concreti e coinvolgimento diretto.

Attraverso simulazioni e dimostrazioni, gli studenti hanno affrontato situazioni reali: «Comportamenti specifici da adottare in caso di incendio, se c’è del fumo in una stanza, se ci si trova in un locale pubblico, se prendono fuoco i propri vestiti o quelli degli altri».

Non solo ascolto, ma azione: i ragazzi hanno utilizzato direttamente strumenti e tecniche per proteggere sé stessi e gli altri, trasformando la prevenzione in esperienza concreta.

Un percorso che continua

Il progetto, avviato nell’Aula Graziano del liceo vibonese, è destinato a proseguire anche nel prossimo anno scolastico, con moduli teorici e pratici dedicati a diversi ambiti: dalla gestione delle emergenze in luoghi affollati fino ai rischi digitali legati ai social e al cyberbullismo.

Spazio anche alla sicurezza stradale, con un focus sulle scelte durante la guida notturna e sui pericoli connessi all’uso di alcol e sostanze.

Un percorso che, nelle intenzioni dei promotori, punta a lasciare un segno duraturo: non solo conoscenze, ma comportamenti, non solo regole, ma consapevolezza.