Il 32enne calabrese in passato ha subito il fenomeno sulla propria pelle, ma non si è arreso e condivide la propria storia per aiutare gli altri: «Meritate gentilezza. Non annullatevi, chiedete aiuto, continuate ad essere meravigliosamente voi stessi»
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La Giornata Nazionale contro il Bullismo e Cyberbullismo, che si celebra oggi, è un'importante occasione per sensibilizzare e combattere questo fenomeno in espansione che riguarda soprattutto i giovani. La testimonianza di Antonio Di Bianco, 32enne psicologo, scrittore e speaker radiofonico di Gioia Tauro, è quella di un ragazzo che ha deciso di non arrendersi, ha superato i soprusi e può condividere la propria esperienza come fonte di ispirazione e aiuto per gli altri.
«Come diceva Gandhi, noi impariamo sempre a prevaricare sugli altri, quando impareremo a cooperare avremo la pace – afferma ai nostri microfoni, Antonio-. La mia storia è segnata dal bullismo fin dai tempi delle scuole elementari. Ho una discalculia, disturbo dell'apprendimento, e tutti si scagliavano contro di me. Crescendo non è cambiato nulla. Mi feriva che le persone si fermassero all'apparenza. Avevano creato una maschera con la quale giudicarmi. A 17 anni ero tremendamente sotto pressione, è stato importante il sostegno della mia famiglia e di una bravissima psicoterapeuta. Mi ha aiutato molto anche la scrittura, poi sono passato alla fotografia, i viaggi, lo studio delle lingue, in fondo ho esplorato la mia creatività repressa. Sono riuscito a risalire dal problema del bullismo, che ai tempi del liceo era sfociato quasi in bulimia e depressione, capendomi, riaprendo la bocca che era stata tappata da tutti e che anche io cercavo di tappare con il cibo».
Superare il bullismo non è facile, ma con il giusto supporto e determinazione, è possibile costruirsi una vita felice. Antonio, a chiunque stia vivendo una situazione simile, consiglia «di non sentirsi più vittime, perché vi incastra in una posizione che non è la vostra, e di capire che il bullo è una persona con problemi, che riflette sugli altri parti di sé che non può accettare. Ricordate che meritate gentilezza e rispetto. Non ascoltateli, non annullatevi, chiedete aiuto alle persone più grandi, agli amici, un insegnante, alle istituzioni, continuate a resistere, lottare, ed essere meravigliosamente voi stessi».



