C’è una sola parola per descrivere ciò che sta accadendo nelle Serre calabresi: VERGOGNA.

Strade chiuse, altre del tutto impraticabili, collegamenti interrotti senza alternative. Aziende ferme, camion bloccati, costi alle stelle. Famiglie isolate. Non è un disagio: è una condanna.

E sia chiaro: non è una fatalità. È responsabilità precisa. Dello Stato. Della Regione. Delle Province. Dei Comuni.

Anni di inerzia, rimpalli, silenzi. Risultato: un territorio abbandonato. Nel frattempo si continua a parlare di grandi opere, di ponti, di progetti miliardari. Ma qui manca l’essenziale: le strade per vivere, per lavorare, per muoversi. Le provinciali crollano, le statali sono un’incognita, perfino l’autostrada è spesso al limite.

Senza viabilità non esiste economia, non esiste sanità, non esiste futuro. Chiudere una strada senza alternative significa decretare la morte di un territorio.

LaC con le sue testate seguirà questo scandalo. Continuerà a denunciarlo fino a quando qualcuno non risponderà. Perché è il momento di dire basta alle ipocrisie: qui non si sta amministrando male, non si sta amministrando affatto.

Sarebbe stato interessante, ma prima di tutto opportuno è necessario che il ministro Salvini, che oggi si trova nella zona del Vibonese, si fosse mosso anche verso quelle strade chiuse, isolate, cancellate. Anche solo per rendersi conto di persona. Anche solo per prendere un impegno pubblico. E invece no, lo hanno fatto proseguire ed andare oltre.

Ma ora noi lo diciamo chiaramente: qui si sta lasciando morire un’area intera. Una provincia. Le sue imprese. Il suo futuro

E tutto questo ha un nome soltanto: VERGOGNA .