Le posizioni esaltanti di Occhiuto e Fiorita, la critica finanziaria di Lo Schiavo, il realismo di Pegna, la condanna di Costanzo, la visione di Monteverdi
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A pochi giorni dal Jova Summer Party di Catanzaro restano ancora gli echi delle

ore passate a cantare tutti insieme, l’energia di un concerto per certi versi unico, un’esperienza personale fantastica. E naturalmente anche qualche immancabile spunto polemico.
Con il suo imponente apparato mediatico ma soprattutto il suo personale esempio, unico artista forse al mondo a raggiungere in bici le tappe dei concerti, Jovanotti ha puntato i fari del web sulla Sila attraversandola a due ruote fino al capoluogo di regione calabrese.

Un impatto social che conosce bene il presidente Roberto Occhiuto il quale ha ri-condiviso i video dell’eco tour di Jovanotti, definendo le parole del cantante «una vera poesia» e un formale spot per la bellezza della regione. Un tale entusiasmo tale da ignorare lo scivolone dell’artista sui natali calabresi di Giordano Bruno

Il sindaco Nicola Fiorita ha rivendicato con forza il concerto come «uno dei più grandi eventi della storia cittadina ricordando il Capodanno Rai, la partenza del Giro d’Italia, il Pride ed altri importanti appuntamenti degli ultimi mesi in una Catanzaro città dell’inclusione.

L’esponente di Sinistra Italiana Antonio Lo Schiavo, ex consigliere regionale, ha condiviso la bontà dell’evento artistico contestando duramente i contributi di 170 mila euro concessi dalla Film commissione ad una iniziativa di privati.

Ricordando i tanti grandi concerti portati a Catanzaro fin dagli anni 80, James Brown, Simply Red, Spandau Ballet, Tina Turner e tanti big italiani, il promoter Pegna ha criticato le amministrazioni precedenti che hanno dirottato altrove negli ultimi anni importanti date da lui proposte.

Oggettivamente negativa la gestione delle navette, focalizzata dal consigliere d’opposizione Sergio Costanzo. Il quale ha definito un fallimento clamoroso l’iìorganizazione del trasporto da parte di AMC, con migliaia di persone rimaste a piedi.

La visione forse più illuminata del dopo Jovanotti l’ha avuta forse l’assessora alla Cultura di Palazzo De Nobili. Dopo aver ringraziato l’artista per il «grande e unico girotondo di madri e figlie» vissuto sul prato dell'arena, proprio ai nostri microfoni Donatella Monteverdi ha auspicato la creazione di un polo turistico-culturale stabile sulla costa jonica che abbini i prossimi grandi eventi musicali alle offerte artistiche ed archeologiche da Sibari a Caulonia.

