Il capogruppo Alecci: «Il presidente ha dato il suo assenso quando sul tavolo è comparsa la possibilità di intestarsi una vittoria personale. La conseguenza sarà comunque una Sanità a pezzi»
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«Le parole appena pronunciate dal presidente Occhiuto chiariscono definitivamente ciò che noi del Partito Democratico avevamo già denunciato. Occhiuto ha ammesso di avere utilizzato il passaggio delle pre-intese sull’autonomia differenziata per ottenere dal Governo una garanzia sull’uscita, in un secondo momento, dal piano di rientro, anche se poi ha provato maldestramente a negare che si sia trattato di uno scambio. La verità è una sola ed è sotto gli occhi di tutti: quando si usa un voto su una riforma che può danneggiare il Sud per strappare una contropartita al Governo, al di là delle frasi di circostanza e i tentativi di difesa, quello è esattamente un “baratto politico”. E il fatto ancora più grave è che questo baratto è stato compiuto sulla pelle della Calabria, piegando gli interessi dei calabresi alla logica dell’autonomia differenziata voluta dalle Regioni più forti. Se prima aveva detto che l’autonomia differenziata senza garanzie sarebbe stata pericolosa per il Sud, poi ha dato il suo assenso quando sul tavolo è comparsa la possibilità di intestarsi una vittoria politica personale». È quanto si legge in una nota del capogruppo del Pd in Consiglio regionale Ernesto Alecci.
«Per i cittadini calabresi – prosegue la nota – l’odierna uscita dal commissariamento non significa affatto che da oggi la sanità funzionerà. Le liste d’attesa restano drammatiche, l’emigrazione sanitaria continua a sottrarre centinaia di milioni di euro alla Calabria e la carenza di personale continua a pesare sull’intero sistema. I benefici reali, se arriveranno, andranno misurati nei prossimi mesi e nei prossimi anni, non negli slogan di una conferenza stampa. Ma resta un dato di fatto: il presidente, invece di opporsi con fermezza a una riforma ingiusta e pericolosa come l’autonomia differenziata, che rischia di aggravare il divario tra territori forti e territori deboli, ha scelto di usare proprio quel tavolo per trattare un vantaggio politico da rivendere in Calabria. Per la nostra regione la conseguenza dell’autonomia differenziata sarà una sanità in pezzi, capace di erogare le prestazioni minime, senza nessuna possibilità di aumento degli standard per competere con la Sanità delle regioni del Nord. E allora, quale senso avrà avuto l’uscita dal commissariamento se il finale è già scritto?».
«Noi – conclude Alecci – continuiamo a pensare che l’autonomia differenziata sia una sciagura per il Mezzogiorno e per le regioni più fragili, perché mette a rischio l’uguaglianza dei diritti su sanità, scuola, trasporti e servizi essenziali. E siamo convinti che i calabresi, come hanno già dimostrato con il referendum sulla giustizia, sapranno respingere anche questo disegno sbagliato. Chi ha scelto di barattare il futuro della Calabria con il proprio tornaconto politico ha un nome e un cognome, e verrà ricordato».

