I video social documentano il parapiglia in tribuna durante la sfida play off, ma non spiegano cosa abbia fatto scattare la tensione. Versioni contrastanti sull’accaduto. Il presidente giallorosso: «Da uomo del Sud mi vergogno»
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Restano ancora da chiarire contorni e responsabilità dei momenti di tensione che hanno segnato Palermo-Catanzaro, semifinale di ritorno dei playoff di Serie B disputata ieri sera al Barbera. Al centro dell’attenzione il parapiglia scoppiato durante l’intervallo in tribuna d’onore, documentato da alcuni video diffusi sui social, che mostrano scene concitate ma non consentono, allo stato, di ricostruire con certezza cosa abbia innescato la rissa.
Le versioni sull’accaduto appaiono infatti discordanti. Secondo la ricostruzione fornita dall’entourage del Catanzaro, nel caos sarebbero rimasti coinvolti il direttore sportivo giallorosso Ciro Polito, alcuni familiari e altri componenti del club. La moglie e il figlio del dirigente sarebbero stati accompagnati in ospedale per accertamenti, mentre momenti di forte apprensione si sarebbero registrati anche per i genitori del tecnico Alberto Aquilani, con la madre dell’allenatore rimasta sotto shock dall’accaduto.
Dura la presa di posizione del presidente del Catanzaro Floriano Noto: «Da uomo del Sud mi vergogno, abbiamo assistito a scene indecorose – ha dichiarato a Gazzetta dello Sport – . In tribuna sono stati aggrediti la moglie e il figlio del direttore sportivo Ciro Polito e altri tesserati, nonché i genitori di Aquilani con la madre del nostro allenatore in lacrime e spaventata. Polito ha dovuto accompagnare i suoi familiari in ospedale senza vedere più la partita. Anche alcuni steward negli spogliatoi hanno aggredito nostri giocatori. Da una società come il Palermo non mi aspetto questo atteggiamento», .
Dalle immagini circolate online emergerebbe tuttavia una dinamica ancora tutta da verificare, con un acceso alterco iniziale in tribuna, che ha visto coinvolto anche il figlio di Polito, prima del degenerare della situazione. A fornire ulteriori elementi, seppur parziali, sono proprio i video circolati online. In una prima sequenza si vede il giovane Polito inveire verso alcuni tifosi presenti in tribuna, mentre il padre tenta di calmarlo. Pochi istanti dopo, il ragazzo scavalca i seggiolini per raggiungere un uomo seduto nella fila superiore, dando il via a momenti di forte concitazione. In un secondo filmato, lo stesso giovane, trattenuto da agenti della Digos e carabinieri, continua ad agitarsi anche nei confronti di uno steward. Si tratta tuttavia di immagini frammentarie, registrate in un clima di grande confusione, che non chiariscono cosa sia accaduto nei momenti precedenti né cosa abbia originato l’escalation.
La tensione è poi proseguita anche al termine della gara, con fumogeni e petardi lanciati sul terreno di gioco e momenti di nervosismo dentro e fuori dal campo, mentre il Catanzaro, qualificato alla finale playoff contro il Monza nonostante la sconfitta per 2-0 grazie al 3-0 dell’andata, veniva accompagnato rapidamente negli spogliatoi. «Io non ci ho capito più niente. È scoppiato un petardo vicino a un collaboratore, che è svenuto e abbiamo subito chiamato i soccorsi», ha dichiarato Aquilani nel post partita.



