Dai blocchi autostradali di Pizzo e Rosarno alle manifestazioni di Cosenza, il malcontento si fa sentire. Le dichiarazioni della sottosegretaria suscitano reazioni e interrogativi. E rischiano di gettare benzina sul fuoco
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Non siamo mica la Francia che ha una sua robusta tradizione nelle lotte di piazza. A Parigi la protesta degli studenti liceali sta mettendo a durissima prova il Governo, con una partecipazione sempre piu massiccia di ragazzi. In Calabria la protesta contro il caro vita per il momento non si e' allargata come la situazione economica del Paese poteva far presagire.
Ad oggi sono soprattutto gli agricoltori ad animare la protesta con il blocco in più punti degli svincoli autostradali di Pizzo e Rosarno. Altre proteste si sono segnalate a Davoli, a Cosenza città c'è stato un corteo a cui hanno partecipato altre categorie, ma la protesta ha finora un perimetro limitato.
Questo non vuol dire che non sia sentita o condivisa, tutt'altro. Eppure la manifestazione sta mettendo in difficoltà il Governo. La riduzione del prezzo del carburante da parte di alcune compagnie petrolifere non è bastato a calmare la gente, anzi. E non solo perché il risparmio sul pieno è molto relativo. In molti si chiedono perché questo taglio non sia avvenuto prima e cosa aspetti il Governo a tassare finalmente gli extraprofitti delle societa energetiche (a proposito: come sono andati in Borsa i titoli di queste societa' petrolifere?).
Cosi mentre il Governo francese dà la colpa dell'inasprimento delle proteste ai social e all'estrema sinistra che soffiano sul fuoco, quello italiano sta sostanzialmente zitto. Meno male verrebbe da dire, perché quando dice qualcosa, lo dice decisamente male.
E' il caso del sottosegretario agli Interni, la calabrese Wanda Ferro, autorevole esponente di Fratelli d'Italia, che in un commento ha parlato di pericoli d'infiltrazione della criminalità organizzata e di segnalazioni agli organi di Polizia, di alcune persone gravate da precedenti penali più o meno gravi. Ha parlato per giunta di partecipanti alla manifestazione accusati di truffa!
Ovviamente non abbiamo in mano i rapporti che ha letto la Ferro, però è un fatto che durante queste manifestazioni non abbiamo visto scontri con le forze dell'ordine, non abbiamo visto cassonetti bruciare, non abbiamo visto disordini. Il massimo è stato qualcuno che ha bruciato la propria scheda elettorale in polemica contro la politica.
Come noto per il nostro ordinamento la responsabilità penale è personale. Allora possiamo avere qualsiasi opinione su alcuni dei protagonisti delle manifestazioni, ma dietro le proteste c'è un problema reale. Se ha detto quelle cose, il Sottosegretario avrà i suoi riscontri ma il rischio è quello di dare l'impressione di voler in qualche modo anestetizzare una protesta molto sentita.
Lo dimostrano le centinaia di commenti negativi apparsi sui social a commento delle dichiarazioni della Ferro. A molti quelle frasi sono sembrate l'ulteriore prova dello scollamento della politica dalla società civile: come si fa a dire pubblicamente certe cose di fronte ad una protesta popolare che rischia di essere devastante?
Gli attori della protesta possiamo discuterli quanto vogliamo ma il rischio è quello di non cogliere quanto sta realmente accadendo. L'ulteriore rischio, poi, è che quelle parole si trasformino in benzina gettata sul fuoco sociale.
Quasi tutti, nei commenti social, invitavano il Governo ad uscire dai suoi palazzi dorati, fare fino in fondo il suo dovere e prendere coscienza della gravità della situazione economica del Paese. Agli Interni il compito di evitare infiltrazioni e che le piazze diventino ingestibili, agli altri membri quello di trovare soluzioni alla costante e progressiva perdita del potere d'acquisto delle famiglie.
Siamo attesi ad un lungo inverno, gli scenari internazionali non fanno presagire nulla di buono, il Governo deve sul serio mettere in campo iniziative concrete per evitare che le piazze si infiammino davvero.



