Restituire una dimensione etica e sostenibile al cibo, accorciare la filiera tra il produttore e la tavola, sostenere l’agricoltura biologica e favorire l’incontro e la socialità. È lo spirito del Gruppo d’acquisto solidale Agrìa: una nuova realtà che si propone come tramite tra le aziende agricole, i piccoli produttori e i consumatori che attribuiscono ai propri acquisti un valore che va oltre il prezzo e la reperibilità sul mercato. Premiando la stagionalità, la qualità delle materie prime, il benessere animale, la responsabilità sociale e il rispetto dei lavoratori.

Ma, per il Gas, la parola chiave è certamente “partecipazione”. «Il cibo non è una merce» spiega Maurizio Agostino, agronomo, divulgatore agricolo e promotore del gruppo d’acquisto. «Ci vogliono far credere che il cibo sia una merce da acquistare in base al prezzo e all'aspetto esteriore. Il cibo, al contrario è ambiente, cultura, lavoro e dignità, rispetto alla natura, rispetto della dignità umana e della dignità di ogni forma vivente. Allora la nostra associazione, attraverso il Gruppo solidale di acquisto, promuove una partecipazione alla produzione del cibo: chi aderisce, seleziona insieme collettivamente dei prodotti, li elabora, li porta nelle proprie case come gesto di condivisione e di partecipazione. Non è un beneficio economico, ma un beneficio etico, spirituale, umano e che obbedisce poi anche ai criteri di una sana alimentazione».

Non una monade, il Gas. «L’associazione Agrìa lavora in rete con altre organizzazioni, non solo del nostro territorio ma anche di altre parti del mondo. Chi lavora nel sociale non può pensare in termini isolazionistici, deve lavorare sinergia, interagendo. Il fatto che una famiglia viene a prendere la cassetta che ha ordinato non è un acquisto: è un momento d’incontro, di confronto e condivisione. Si aprono nuovi scenari, si programmano insieme delle iniziative e poi si porta a casa il risultato».

Come si aderisce? «Semplicemente comunicando alla nostra associazione la volontà di farlo e si verrà inclusi in una lista e consultati sia per le iniziative che per i prodotti che settimanalmente condivideremo».

Il Gas Agrìa ha trovato la sua casa fisica all’interno della Fattoria sociale Junceum di Vibo Valentia, gestita dall’associazione La Goccia: un’oasi di pace e solidarietà a pochi passi dalla frenesia del centro abitato.

«È un elemento che arricchisce le nostre attività - spiega Michele Napolitano, presidente dell’associazione La Goccia -. Riuscire ad avere qui da noi un punto in cui le famiglie possono godere dei doni dell'orto per noi rappresenta un punto di orgoglio e di grande soddisfazione».

La finalità «è quella di integrare la comunità con la nostra realtà, perché noi qui raccogliamo bisogni di diversa natura e quindi è importante che le persone che quotidianamente si recano in fattoria poi incontrino altri che vengono qui per acquistare o anche solo per fare una passeggiata. È un momento attraverso il quale la città riconosce questa struttura come propria e quindi diventa un luogo di accoglienza ma al tempo stesso di condivisione».

Un luogo che accoglie, tra i recinti che ospitano una moltitudine di animali domestici e gli orti. Un luogo dove si svolgono attività riabilitative come i Cafè Alzheimer o quelle legate alle misure alternative della pena. Ancora, attività didattiche e visite guidate per le scuole e, da oggi, anche acquisti solidali.

«Abbiamo tanti animali le cui finalità sono solo riabilitative e curative - spiega Napolitano - ma abbiamo tanti laboratori perché cerchiamo in qualche modo di soddisfare quei bisogni che vengono rappresentati dai diversi partner con i quali noi collaboriamo. Negli ultimi periodi stiamo registrando un significativo interesse anche dal punto di vista della Giustizia, sia per quanto riguarda il Tribunale dei minorenni che per il Tribunale ordinario. Ma è solo una delle sfere che accogliamo. Ed è importante che questa inaugurazione si avvenuta in questo periodo di Pasqua perché abbiamo bisogno, soprattutto in un momento così delicato, di creare energie positive che contrastino questi momenti di grande tensione internazionale».

Un seme di speranza in questi tempi bui, anche per monsignor Giuseppe Fiorillo, presente all’inaugurazione del Gas Agrìa.

«Dio affidò la terra agli uomini affinché la coltivassero e la custodissero. Oggi, purtroppo, nel mondo la terra coltiviamo, per interesse, ma non la custodiamo. E allora gesti come questo ci permettono di gridare che dobbiamo custodire questa nostra terra, il nostro bel creato con tutti gli elementi e tutte le sue creature. Dobbiamo essere noi stessi “resurrezione” in tutti gli aspetti: con le parole, i gesti, i sorrisi, gli abbracci e gli incontri. Essere “resurrezione” se non vogliamo veramente sprofondare in un abisso di egoismo, di guerre, di soprusi, di prepotenti e criminali. Dobbiamo vincere tutte queste negatività con le opere, con lo stare assieme, con la partecipazione in pensieri e soprattutto in azioni» ha concluso monsignor Fiorillo.