«Queste cose le potete dire con i vostri telefoni?». È meravigliato e anche a disagio Fabio Manica, consigliere comunale di Crotone ed ex presidente ad interim della Provincia, mentre ascolta due interlocutori parlare col cellulare in viva voce. C’era da rimproverare una persona che non doveva andare a dire in giro che il figlio aveva vinto un concorso. Un argomento delicato che mette in allarme Manica e lo spinge a invitare i due interlocutori alla prudenza.
«Queste cose le potete dire con i vostri telefoni?», fa notare il politico che oggi è indagato come promotore di un’associazione per delinquere che operava una serie di reati contro la pubblica amministrazione: dalla corruzione, al falso, alla truffa, alla frode nelle pubbliche forniture.

In sostanza, Manica, sfruttando il proprio ruolo, e con la complicità di altri pubblici ufficiali, avrebbe favorito illecitamente alcune ditte nell’accaparrarsi incarichi fiduciari per lavori pubblici. In cambio, anche attraverso una società, la Sinergyplus srl, della quale era socio e amministratore occulto, avrebbe ricevuto «mazzette».

La prudenza

Nel corso dell’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza di Crotone e coordinata dalla Procura, gli investigatori avevano notato un comportamento particolarmente prudente da parte dell’indagato: uso oculato del cellulare, al quale si preferivano incontri dal vivo nella sede della società o in luoghi esterni come i bar. E se era necessario parlare al telefono meglio usare Telegram o Whatsapp perché più difficili da intercettare.

«Ti devo chiamare con whatsapp»

E Manica non era il solo ad adoperare queste cautele. Secondo gli inquirenti, anche Rosaria Lucchetta, architetto, destinataria degli affidamenti illeciti, non solo usava whatsapp per comunicare ma preferiva un linguaggio poco intellegibile per chi non conoscesse l’argomento trattato. In una occasione aveva sgridato il marito, Luca Bisceglia – ingegnere, accusato di essere anche lui destinatario degli affidamenti illeciti – poiché non capiva perché lei lo avesse chiamato su whatsapp. «E con whatsapp ti devo chiamare Lù…», lo aveva rimbrottato.

Non in mezzo alla strada

Altro esempio. A maggio 2025 viene captata una conversazione tra il braccio destro di Manica, Giacomo Combariati, e Luca Bisceglia durante la quale emergono dissapori nei confronti di Manica riguardo la spartizione dei proventi derivanti dai lavori effettuati.
In questo caso è Bisceglia ha mostrare la propria prudenza. Racconta a Combariati di aver parlato con Manica ma di non aver espresso totalmente quello che pensava perché si trovavano sul marciapiedi davanti a un bar e temeva che qualcuno potesse ascoltarli. In più Bisceglia, al telefono con Combariati, dice di non voler parlare oltre della questione al telefono. Ma la frase viene ritenuta significativa dagli investigatori: «… cioè ti sei preso tutto quello che ti sei preso di quegli altri lavori che non ne faccio… non parlo mo per telefono no? che hai fatto? hai fatto qualcosa».

«Il profilo deve essere basso»

Prudente si mostra anche Francesco Manica, fratello di Fabio Manica. Nei brogliacci dell’inchiesta appare una conversazione con Giacomo Combariti nel corso della quale Francesco Manica si preoccupa che il fratello mantenga un basso profilo e non si sovraesponga come Leonardo Sacco, ex governatore della “Fraternita Misericordia” di Isola Capo Rizzuto, tratto in arresto nell’ambito dell’inchiesta “Jonny”. «… il profilo deve essere basso - dice – perché non ci vuole niente… a trovarsi sottosopra non ci vuole niente».

La paura di indagini

Il livello di guardia si innalza, dicono gli inquirenti, a luglio 2025 quando le fiamme gialle vanno ad acquisire documenti per conto della Procura di Crotone. Il fatto fa temere per possibili indagini in corso e gli indagati si mostrano preoccupati per il blocco dei pagamenti pubblici che sarebbe stato deciso da Fabio Manica.

Col sospetto di indagini in corso cambiano anche le abitudini di Manica che, con i propri sodali avrebbe cercato di celare i suoi rapporti con la Sinergyplus smettendo immediatamente di recarsi nella ditta. Incontrerà Combariati in bar per lasciargli il bancomat della Sinergyplus. La prudenza non è mai troppa.