L’iniziativa dopo i decessi registrati in Calabria nelle ultime settimane. Diversi i casi, alla manifestazione hanno partecipato anche Unindustria e Ance
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Una marcia silenziosa per sollevare l'attenzione generale sull'emergenza sicurezza sul lavoro, diventata drammatica anche in Calabria, e per sollecitare una risposta più incisiva delle istituzioni e della politica. Cgil, Cisl e Uil e il mondo delle imprese rappresentato da Unindustria e Ance sfilano insieme nel centro di Catanzaro in un corteo molto partecipato (circa 500 presenti secondo le sigle sindacali). L’iniziativa è stata organizzata dopo i decessi avvenuti in Calabria nelle ultime settimane.
«Il lavoro è dignità, non morte. In silenzio per le voci spezzate», è stato il titolo dell'iniziativa, che è comunque inedita nella regione vista la mobilitazione unitaria dei sindacati e del mondo imprenditoriale e produttivo. «Un atto d'accusa nei confronti dell'indifferenza normativa e sociale in cui maturano, quotidianamente, infortuni e incidenti tra i lavoratori. Il silenzio scelto deliberatamente, come forma di protesta che non urla ma interpella», hanno detto in particolare i promotori della marcia.
Gianfranco Trotta, segretario della Cgil Calabria, chiede «più ispettori, controlli, prevenzione e formazione», sottolineando «l'importanza dell'alleanza tra sindacati e imprese per garantire sicurezza ai lavoratori». Giuseppe Lavia, segretario della Cisl Calabria, invoca «una svolta radicale nelle politiche sulla sicurezza sul lavoro, con più controlli, organici rafforzati e formazione di qualità' contro i 'corsi fantasma'». Mariaelena Senese, segretaria della Uil Calabria, denuncia il fatto che «troppe morti sul lavoro non sono fatalità ma 'omicidi', è necessario introdurre il reato specifico, una procura dedicata e più coordinamento nei controlli».
Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria, ribadisce «l'impegno condiviso con i sindacati su prevenzione, formazione e innovazione per rafforzare la sicurezza e tutelare il capitale umano. L'obiettivo non è solo rispettare le norme vigenti, ma anche contribuire a migliorarle. Un sistema industriale moderno ed evoluto, infatti, deve mettere al centro la tutela del capitale umano, considerata una priorità' imprescindibile».

