Resta in stato di libertà Tonino Ventrice, 37 anni, il calciatore della Asd Francica che nel corso di una partita del campionato di seconda categoria ha violentemente aggredito nel dicembre scorso con calci, violenti schiaffi e pugni un giovane arbitro di 17 anni, tesserato per la sezione arbitrale di Locri. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro – accogliendo le argomentazioni dell’avvocato Giuseppe Di Renzo – ha infatti rigettato l’appello proposto dalla Procura di Vibo avverso la decisione del gip del locale Tribunale, Francesca Loffredo, che nel dicembre scorso non ha ravvisato le esigenze cautelari indicate dal pm che aveva chiesto l’applicazione degli arresti domiciliari (e ora in subordine dinanzi al Riesame la misura coercitiva del divieto di dimora in Calabria) in ragione dell’imputazione contestata al Ventrice.

Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha ritenuto infondato l’appello della Procura di Vibo in quanto “il mero richiamo normativo non è sufficiente a fondare l’accoglimento dell’appello. Nel caso di specie, la Procura non ha indicato alcun elemento fattuale che consenta di ritenere che l’indagato abbia ignorato colposamente l’età dell’arbitro o abbia erroneamente escluso la sua minore età a causa di un errore determinato da colpa: non emergono – scrivono i giudici del Riesame – documenti ufficiali, comportamenti oggettivamente verificabili o circostanze tali da dimostrare la conoscibilità della minore età dell’offeso”. Manca quindi l’aggravante nel reato contestato e da qui la decisione del Riesame di confermare il provvedimento del gip di Vibo, anche perché l’indagato è “incensurato e rappresenta un soggetto di bassa pericolosità sociale”. La sua condotta successiva ai fatti denota inoltre per i giudici “un effettivo ravvedimento e una disponibilità a rispettare le regole, mostrando un comportamento coerente e responsabile”. Non emergono poi elementi che possano far ritenere una propensione alla reiterazione delittuosa o comportamenti volti a sfruttare la situazione per vantaggi personali”.

La Procura aveva chiesto la misura cautelare in quanto le nuove disposizioni legislative equiparano l’arbitro ad un pubblico ufficiale, inasprendo fortemente le pene in caso di lesioni procurate in occasione di manifestazioni sportive. L’indagato rimane quindi in totale libertà, non ravvisando il Riesame alcun pericolo di reiterazione del reato e avendo nel frattempo il giudice sportivo squalificato il giocatore del Francica per cinque anni. Nei suoi confronti il questore di Vibo ha inoltre disposto un Daspo di cinque anni, con il divieto di partecipare alle manifestazioni sportive. Dopo l’episodio, il calciatore aveva inviato una lettera di scuse dicendosi profondamente addolorato per quanto accaduto durante la partita assumendosi le proprie responsabilità per la gravità del gesto contro l’arbitro.