Misure cautelari a Cassano allo Ionio e in provincia di Lucca e decine di indagati in tutta Italia: sono 53 le persone deferite dai Nas che hanno sequestrato 650 confezioni di farmaci. Inchiesta della Procura di Pistoia
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
Blitz all'alba tra Capannori e Cassano allo Ionio nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Pistoia. I militari del Nas di Firenze, con il supporto dei colleghi di Cosenza e dei Comandi provinciali dei Carabinieri di Lucca e Cosenza, hanno eseguito un'ordinanza di misure cautelari personali nei confronti di due indagati, ritenuti gravemente indiziati di concorso nella commercializzazione di sostanze anabolizzanti. L'inchiesta, avviata nel febbraio 2024, ha ricostruito un presunto sistema di importazione e distribuzione su scala nazionale di farmaci anabolizzanti privi di Autorizzazione all'Immissione in Commercio.
Secondo quanto emerso, il principale canale di approvvigionamento sarebbe stato individuato in Calabria, con spedizioni anche dall'estero. Decisivi tre sequestri di plichi contenenti sostanze anabolizzanti, intercettati durante il trasporto. Tra il 10 e il 15 febbraio sono state eseguite 29 perquisizioni in diverse regioni italiane: sequestrate oltre 650 confezioni di farmaci anabolizzanti e dieci confezioni di nandrolone, sostanza inserita nelle tabelle degli stupefacenti.
Complessivamente risultano 53 le persone deferite all'Autorità giudiziaria per commercializzazione di anabolizzanti e ricettazione. Le misure cautelari sono state disposte dal gip di Pistoia dopo gli interrogatori preventivi.
Traffico di anabolizzanti dalla Calabria
L’indagine, coordinata dalla Procura di Pistoia e avviata nel febbraio 2024, ha colpito i due vertici della filiera: un 36enne, residente a Cassano allo Jonio, destinatario di una misura restrittiva, e un 50enne, residente a Capannori (Lucca), sottoposto all’obbligo di firma. L'attività investigativa ha svelato un asse Calabria-Toscana lungo il quale viaggiavano farmaci privi di autorizzazione all’immissione in commercio (Aic), spesso provenienti dall’estero, come confermato dal sequestro di un plico spedito dalla Bulgaria. Attraverso intercettazioni telefoniche, telematiche e pedinamenti, i carabinieri hanno ricostruito il modus operandi del sodalizio: il 36enne agiva come principale canale di approvvigionamento, importando i farmaci "clandestini” per poi rivenderli a vari soggetti su tutto il territorio nazionale, tra cui il 50enne di Capannori, che gestiva il mercato locale.

