Una bottiglia contenente liquido infiammabile lasciata davanti alla saracinesca di una storica macelleria, un incendio nel cantiere di una scuola e tre auto distrutte dalle fiamme a pochi chilometri di distanza.

Dalla macelleria storica al cantiere della mensa scolastica, fino al rogo di tre auto a Jonadi. Vibo Valentia si risveglia sotto l'assedio della criminalità, ma c'è chi non abbassa la testa: «Andiamo avanti a testa alta»

Vibo Valentia piomba nuovamente in un clima di tensione che non si respirava da tempo. Un'escalation criminale che sembra sfidare apertamente lo Stato, proprio mentre il territorio prova a voltare pagina.

La sfida di Costantino: «Tanta amarezza, ma zero paura»

Tra i bersagli di questa scia di intimidazioni c’è la storica macelleria di via Giovanni XXIII, un punto di riferimento per il quartiere aperto da trent’anni. A guidarla oggi è Costantino Chiarella, 25 anni, che racconta con fermezza il momento del ritrovamento del "messaggio" lasciato dai malviventi. A scoprire la bottiglia incendiaria, nelle prime ore del mattino, è stato suo padre: «Era proprio lì, davanti alla saracinesca», spiega il giovane titolare.

Nonostante l'atto intimidatorio, la reazione di Costantino non è di rassegnazione, ma di profonda dignità. «Si prova amarezza. Tanta amarezza», confessa, sottolineando come il gesto colpisca un’attività portata avanti con fatica e sacrifici per tre decenni. Eppure, il messaggio che vuole lanciare è di resistenza: «Andiamo avanti a testa alta».

Cresciuto tra le mura di quella macelleria, Chiarella rappresenta quella generazione che ha scelto di restare in Calabria nonostante le difficoltà. Alla domanda su un possibile timore per la recente escalation criminale, risponde con una freddezza che non lascia spazio a interpretazioni: «No, assolutamente. Zero. Lavoro serenamente con la mia famiglia». Il supporto dei clienti è diventato lo scudo principale contro la paura: «I clienti ci hanno mostrato grande vicinanza e noi non ci fermiamo. Ho deciso di rimanere a Vibo Valentia perché credo in questa città».

Nel mirino anche la scuola e il territorio

L'episodio della macelleria non è isolato. Nella stessa notte, ignoti hanno preso di mira il cantiere della mensa scolastica della scuola "Buccarelli", nel quartiere Affaccio. Un incendio ha annerito la facciata della struttura in costruzione, un'opera vitale per la comunità. Dura la reazione del sindaco Enzo Romeo che ha parlato di «gesto inaudito»

Una delle auto incendiate a Vena di Jonadi

Ma la scia di fuoco non si è fermata in città. A Vena di Jonadi, tre autovetture parcheggiate sono state distrutte da un rogo. I Carabinieri stanno indagando per capire se l'obiettivo fosse uno solo dei proprietari o se si tratti di un atto di vandalismo generalizzato.

Gli inquirenti analizzano i fatti con estrema attenzione. Questa recrudescenza criminale arriva in un momento delicato: diverse scarcerazioni di elementi di spicco dei clan locali, avvenute per decorrenza dei termini di custodia cautelare.

Dopo il colpo durissimo inferto dal maxiprocesso Rinascita Scott, che aveva garantito un periodo di relativa calma, sembra che qualcuno stia tentando di rialzare la testa per riaffermare il controllo sul territorio.