È una domenica di fine gennaio segnata dall’ennesimo stop agli impianti di risalita in Sila. Proprio nella giornata tradizionalmente caratterizzata dal maggiore afflusso di visitatori, Camigliatello Silano resta ferma, con chiusura motivata esclusivamente da ragioni di sicurezza.

Nel comprensorio di Monte Curcio, a Camigliatello, l’Arsac ha disposto per oggi, domenica 25 gennaio 2026, la chiusura della pista rossa e della pista blu. «Le alte temperature non hanno permesso il mantenimento dello strato di riporto di neve artificiale», si legge nella nota ufficiale, nella quale l’ente precisa che la decisione è stata assunta «per garantire la sicurezza e l’incolumità degli utenti».

A Lorica, Ferrovie della Calabria Srl nelle prime ore della mattinata aveva comunicato la mancata operatività della cabinovia a causa delle forti raffiche di vento nella parte alta del comprensorio: «Per motivi di sicurezza la cabinovia non può essere attivata», spiega la società, specificando che le condizioni di ventilazione sono «costantemente monitorate dal personale in servizio» e che eventuali aggiornamenti sull’apertura delle piste della Valle dell’Inferno arriveranno nel corso della mattinata. Aggiornamenti che successivamente sono arrivati e vedono chiuse le piste Rientro e Cavaliere (3300 e 1200 metri), mentre sono aperte Inferno 1 e Inferno 2 (850 e 900 metri). Sempre a Lorica chiusa la seggiovia, mentre – dall’ultima comunicazione – risulta essere aperta la cabinovia, seppure a velocità ridotta con tempi di percorrenza della tratta di circa 20 minuti. 

Le polemiche sui social

Le chiusure di parte degli impianti di risalita,  si inseriscono in un momento già delicato per il turismo invernale silano, finito al centro delle polemiche nei giorni scorsi. Sui social è infatti diventata virale la denuncia della pagina Facebook Meteo Lo Gullo, che ha documentato lo stato della pista di sci di fondo tra Montescuro e Botte Donato, definendola in più punti impraticabile nonostante la presenza di neve: «Possono essere queste le condizioni di una pista di fondo?», si legge nel post, accompagnato da immagini di un tracciato irregolare. «Questo non è sci di fondo, questo è sci di dune», l’accusa rivolta agli enti competenti.

Nella denuncia social viene inoltre respinta l’ipotesi della carenza di neve come giustificazione, con un appello diretto a Comuni e Arsac affinché vengano garantite condizioni adeguate per la pratica degli sport invernali: «Non mi si venga a dire che non c’è neve. Perché non è vero, non è affatto vero». Il riferimento è anche alla scorsa stagione invernale, quando – viene ricordato – la battitura delle piste sarebbe avvenuta addirittura a marzo, a ridosso dello scioglimento del manto nevoso.

Nelle comunicazioni ufficiali dei gestori, la parola chiave resta sicurezza. Ma tra stop domenicali, comunicazioni dell’ultimo momento e denunce sui social, il turismo invernale in Sila continua a muoversi su un equilibrio fragile, lasciando aperto un interrogativo che si ripresenta puntualmente, soprattutto nei weekend: quando cresce l’afflusso, le piste riescono davvero a rispondere alle aspettative?