Un appartamento spoglio, occupato abusivamente, nel cuore del quartiere Librino di Catania. È lì che si è conclusa la latitanza di Giuliano Gerardo Cardamone, ex dirigente della polizia penitenziaria, arrestato dopo giorni di ricerche serrate.

«In esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Catania – si legge nella nota – la polizia ha arrestato un ex dirigente della polizia penitenziaria del carcere di Catania Bicocca, condannato in via definitiva a 10 anni di reclusione per corruzione e concorso esterno all'associazione mafiosa».

Un epilogo atteso, arrivato al termine di un’attività investigativa complessa, coordinata dalla Procura etnea.

L’uomo, 66 anni, originario di Nocera Terinese, «si era reso irreperibile». Le ricerche della sezione Catturandi della Squadra mobile «anche in Calabria, avevano avuto esito negativo», al punto che «la Procura aveva richiesto ed ottenuto la dichiarazione di latitanza».

La svolta è arrivata grazie a un monitoraggio costante: «L’Ufficio investigativo della Questura di Catania - coordinato dal Servizio centrale operativo - ha avviato una serrata attività finalizzata alla cattura, anche attraverso presidi tecnici». Decisiva l’osservazione dei movimenti dei familiari, che ha portato gli investigatori fino al nascondiglio.

«Il latitante è stato rintracciato in un appartamento del quartiere Librino, occupato abusivamente», nello stesso stabile riconducibile al suo nucleo familiare.

L’irruzione è stata rapida: «La polizia ha fatto irruzione e ha sorpreso il latitante su un divano letto, che, insieme a pochi altri mobili e suppellettili, costituiva l’arredo dell’immobile».

Un rifugio essenziale, quasi invisibile, che non è bastato a sottrarlo alla cattura. «L’ex funzionario è stato così condotto in Questura e, al termine delle procedure, condotto nel carcere di Agrigento», chiude il comunicato.