Il collaboratore di giustizia, già condannato a 4 anni e 6 mesi nel filone abbreviato, ha iniziato a raccontare il clan Rispoli e la struttura del consorzio tra Cosa Nostra, camorra e calabresi. La sua deposizione proseguirà nelle prossime udienze del processo
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È iniziata stamani la deposizione in aula a Milano del pentito Francesco Bellusci, che davanti ai giudici della ottava penale sta ricostruendo quell'associazione mafiosa ribattezzata "consorzio" o "sistema mafioso lombardo" e caratterizzata dall'alleanza tra esponenti delle tre mafie, Cosa Nostra, 'ndrangheta e camorra per fare affari in Lombardia.
La sua testimonianza, dietro un paravento, è in corso nel processo con rito ordinario a carico di oltre 40 imputati scaturito dalla maxi inchiesta Hydra dei pm della Dda Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane e dei carabinieri del Nucleo investigativo.
Bellusci, già condannato a 4 anni e 6 mesi nel filone con rito abbreviato (oltre 60 le condanne) come esponente della locale di 'ndrangheta di Lonate Pozzolo, nel Varesotto, è poi passato tra le file dei collaboratori di giustizia, come altri imputati. Bellusci, come altri pentiti in alcuni verbali ha già parlato di rapporti tra il "consorzio" di mafie e la politica. Il 2 settembre, ha fatto riferimento a «un tizio di Buscate», comune dell'hinterland milanese, «che è consigliere....che fa parte dei consiglieri comunali di maggioranza» e «molto amico» di Giacomo Cristello, condannato in abbreviato a 11 anni. Tale politico, secondo il racconto di Bellusci, avrebbe fatto «da tramite» o da «ponte» tra Cristello e gli esponenti della famiglia Rispoli in modo da evitare contatti diretti: «Per non essere intercettati, per non avere collegamenti, sempre per i soliti fatti di indagine». Il consigliere avrebbe fatto da «ambasciatore» in modo da veicolare messaggi e anche denaro, anche «1000/2000» euro, da parte della cosca al boss Vincenzo Rispoli, detenuto in regime di 41 bis.
Oggi Bellusci è partito dalla «prima affiliazione» al clan Rispoli, ha ricostruito «riti e gestualità», anche nelle carceri, oltre a fornire dettagli sul «traffico di armi e azioni violente» e ha messo in fila i nomi di chi fa parte «dell'associazione mafiosa Hydra».
Il processo si terrà anche il 23 e 30 settembre nell'aula della Corte d'Assise d'appello, dopo che nell'aula bunker di piazza Filangieri nei giorni scorsi è crollato il controsoffitto.


