Il collaboratore di giustizia in nove verbali amplia lo spettro delle rivelazioni: non ci sono soltanto i rapporti già emersi nelle intercettazioni con esponenti di Fratelli d’Italia. Per gli inquirenti «è una miniera» e viene sentito da più Procure
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Non si fermano ai rapporti tra l’ex sottosegretario Andrea Delmastro e l’orbita del clan Senese le nuove rivelazioni nell’ambito dell’inchiesta Hydra. Al centro dell’attenzione degli investigatori c’è sempre più il pentito Gioacchino Amico, considerato una figura chiave nel cosiddetto “consorzio di mafie” attivo nel Nord Italia.
Secondo fonti vicine alle indagini, Amico rappresenta una risorsa investigativa di grande valore («Amico è una miniera», sussurrano al Fatto Quotidiano fonti vicine all’inchiesta): ha già reso nove verbali e continua a essere ascoltato da diverse procure. Le sue dichiarazioni non riguardano solo Milano, dove si concentra il procedimento principale, ma coinvolgono anche altri uffici giudiziari impegnati a ricostruire i legami tra criminalità organizzata, affari e politica.
Nuove piste investigative: coinvolte più procure
Le audizioni di Amico si susseguono senza sosta. Dopo i magistrati romani, interessati ai rapporti con Delmastro, anche i pm di Catania e Caltanissetta lo hanno interrogato per approfondire gli interessi del clan Mazzei, ritenuto parte integrante del sistema mafioso descritto nell’inchiesta.
Amico avrebbe fornito risposte dettagliate su numerosi aspetti, contribuendo a chiarire dinamiche complesse. Proprio la precisione delle sue dichiarazioni avrebbe rafforzato la sua credibilità agli occhi degli inquirenti, che ora considerano le sue informazioni sempre più affidabili.
I rapporti con la politica sotto la lente: verifiche su contatti e dichiarazioni
Tra i punti più delicati delle rivelazioni ci sono i presunti rapporti tra ambienti mafiosi e figure politiche. Gli investigatori stanno verificando alcune intercettazioni in cui Amico fa riferimento a un “caro amico Molteni”, citando l’attuale sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, che ha sempre negato qualsiasi legame.
Anche i magistrati romani, sempre secondo quanto racconta il Fatto Quotidiano, avrebbero espresso soddisfazione per la collaborazione del pentito, tornando nella Capitale con un quadro più definito grazie anche ai verbali trasmessi da Milano.
Dai contatti con Delmastro alla Lega: nuovi scenari nell’indagine
Le dichiarazioni di Amico si stanno ora spingendo oltre i filoni iniziali dell’indagine, entrando direttamente in dinamiche politiche legate al territorio lombardo. In particolare, il collaboratore avrebbe fornito elementi sui rapporti con esponenti della Lega.
Un punto di partenza è rappresentato dal legame con l’ex assessore regionale Monica Rizzi, poi fondatrice del movimento Grande Nord. Secondo quanto emerso, nel febbraio 2019 Amico avrebbe avuto un ruolo nell’organizzazione di un evento politico in cui partecipò anche l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza.
Una rete di relazioni ancora da chiarire: verbali secretati e nomi sotto verifica
Il quadro delineato da Amico, tuttavia, sarebbe ancora più ampio. Nei verbali — in gran parte secretati — il collaboratore starebbe indicando ulteriori nomi di esponenti della politica lombarda, alcuni dei quali legati a territori già citati nell’inchiesta.
Gli investigatori stanno ora lavorando per verificare ogni elemento, mentre il processo Hydra prosegue. Le dichiarazioni del pentito potrebbero contribuire a far emergere nuovi intrecci tra criminalità organizzata e istituzioni, aprendo scenari ancora tutti da approfondire.

