Quattro persone sono state arrestate nell’ambito di un’operazione dei Carabinieri contro il traffico di droga nel Reventino. I militari della Compagnia di Soveria Mannelli, insieme alla Stazione di Conflenti, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Lamezia Terme, su richiesta della Procura.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di coltivazione e produzione illecita di sostanze stupefacenti, con l’aggravante della rilevante quantità.

L’indagine, avviata a maggio 2025, ha coinvolto anche lo Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, reparto specializzato nelle operazioni in zone impervie. Le attività investigative si sono sviluppate per mesi attraverso appostamenti, pedinamenti e controlli, spesso condotti di notte nelle aree boschive.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo utilizzava tecnologie sofisticate per proteggere l’attività illegale: foto-trappole per monitorare le piantagioni e dispositivi “jammer” per disturbare le comunicazioni e sfuggire ai controlli.

Il momento chiave dell’operazione è stato il 5 settembre 2025, quando i carabinieri hanno scoperto e sequestrato una vasta coltivazione di marijuana tra i territori di Conflenti e Lamezia Terme. In quell’occasione furono trovate 4.826 piante, per un totale stimato di oltre 1,3 milioni di dosi e un valore di mercato di circa 2,5 milioni di euro.

Le indagini hanno poi permesso di ricostruire l’intera filiera della produzione e di individuare i flussi di denaro legati all’attività illecita. Proprio su questo fronte si è concentrata una seconda fase dell’inchiesta, che ha portato al sequestro preventivo di beni riconducibili a tre degli arrestati.

Gli accertamenti patrimoniali hanno evidenziato disponibilità economiche ritenute sproporzionate rispetto ai redditi dichiarati, per un totale di circa 220mila euro. Sotto sequestro sono finiti un’abitazione, nove veicoli e numerosi rapporti finanziari, tra conti correnti, carte e strumenti di risparmio.

L’operazione si inserisce in una strategia più ampia della Procura di Lamezia Terme, volta non solo a reprimere i reati legati agli stupefacenti, ma anche a colpire i patrimoni accumulati illegalmente, considerati il vero motore delle attività criminali.

I quattro arrestati sono stati trasferiti nel carcere di Catanzaro, mentre le indagini proseguono per eventuali ulteriori sviluppi.