Rifiuti, a Melicuccà la discarica fantasma ferma da 7 anni che la Regione vuole riaprire

VIDEO | Alle porte dell’Aspromonte, qui dove i gabbiani (per il momento) non volano, c'è uno degli impianti che la Cittadella vorrebbe riattivare. L'assessore Ultimo parla di «dieci giorni» per verificare la fattibilità dell’ordinanza Santelli, ma per mettere in funzione il sito serviranno dai tre ai sei mesi

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di Pietro Comito
25 maggio 2020
17:14

Chissà perché ma c’è stato un tempo in cui le discariche, in Calabria, sono state autorizzate anche alle porte dei parchi naturali. Diversamente da Celico, prospiciente il Parco nazionale della Sila, a Melicuccà, alle falde dell’Aspromonte, i gabbiani non volano, ma solo perché i rifiuti ancora non ci sono. Non ci sono, ma la Regione, grazie all’ultima ordinanza della governatrice Santelli, ce li vorrebbe riportare.

 

In realtà voleva riportarceli anche il presidente Mario Oliverio, che aveva preconizzato ventiquattro mesi per una riattivazione verso la quale spingono anche diversi amministratori dell’Area metropolitana di Reggio Calabria. Perché in punta allo Stivale, paesi e città sono tornati nella morsa dell’immondizia, i siti di stoccaggio e smaltimento sono saturi ed una situazione va trovata. «Dieci giorni», per l’assessore regionale all’Ambiente Sergio De Caprio, bastavano per verificare gli effetti dell’ordinanza Santelli…

 

«Dieci giorni», diceva il leggendario Ultimo in una intervista alla collega di LaCNews24.it Luana Costa, venerdì scorso, proprio mentre i tecnici di Regione e Arpacal effettuavano un sopralluogo nella vecchia discarica fantasma di Melicuccà, assieme al sindaco Emanuele Oliveri: «Diciamo che servono sei mesi – spiega il primo cittadino – ma grazie al cronoprogramma che ci siamo dati contiamo di abbattere i tempi del 50%... Contiamo di farcela in tre mesi».

 

Insomma, se va bene, anzi benissimo, per stoccare i rifiuti a Melicuccà se ne parlerà dopo l’estate. Altro che i «dieci giorni» di Ultimo, il quale forse ignora o forse no che nel gennaio 2013 furono proprio i suoi ex colleghi del Nucleo operativo ecologico dell’Arma a sequestrarla. I sito fu dissequestrato solo nel marzo del 2019. Sei anni di inattività e, dalla rimozione dei sigilli ad oggi, più di un anno di ulteriore abbandono, ovvero senza che fossero effettuati gli interventi richiesti anche dall’autorità giudiziaria.

 

Il sito di contrada La Zingara oggi si presenta come una sorta di landa desolata, affiancata ad un grande parco fotovoltaico e ad un’altra discarica abbandonata la cui bonifica – ribadisce Emanuele Oliveri, primo cittadino di Melicuccà e presidente dei sindaci della Piana di Gioia Tauro – è la conditio sine qua non per conferire qui i rifiuti dell’area metropolitana reggina.

 

Insomma, per la riapertura – dice il sindaco – serviranno tre-sei mesi: per mettere a posto la discarica principale e bonificare l’altra... Con buona pace della fiducia dispensata dall’assessore De Caprio, che – sempre animato da un dirompente ottimismo che si scontra con i mali atavici di questa regione – in quella stessa intervista a LaCNews24.it annunciava addirittura l’obiettivo delle “discariche zero” da raggiungere in due anni… Ciò mentre le vecchie si aggiustano e si preparano i bandi per crearne di nuove.

 

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