Rigettato il reclamo dell’Agenzia delle Entrate: decisivo il lavoro dell’OCC dell’Ordine degli Avvocati. L'Agenzia delle Entrate reclamava circa 100mila euro
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Il Tribunale di Cosenza conferma la possibilità di ripartire anche per chi si trova in una condizione economica ormai compromessa, purché sussistano i requisiti previsti dalla legge. È il caso di una ex titolare di ditta individuale cessata, senza reddito e senza beni liquidabili, che ha ottenuto l’esdebitazione con il conseguente azzeramento di tutti i debiti pari a circa 100mila euro.
La decisione rappresenta un doppio risultato per l’Organismo di Composizione della Crisi da sovraindebitamento istituito presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza, che ha seguito la procedura attraverso il lavoro del gestore, l’avvocato Maria Monteleone.
Il Tribunale di Cosenza conferma l’esdebitazione
La donna era gravata da una rilevante esposizione debitoria nei confronti dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS. Il Tribunale di Cosenza ha dichiarato l’esdebitazione, riconoscendo la sussistenza delle condizioni previste dalla normativa per l’azzeramento dei debiti.
Il decreto è stato poi impugnato dall’Agenzia delle Entrate, ma il reclamo è stato rigettato. I giudici hanno confermato integralmente la valutazione già compiuta, ritenendo che il sovraindebitamento non fosse stato determinato da dolo o colpa grave.
Un passaggio centrale riguarda i pagamenti «preferenziali» effettuati dalla debitrice, consistiti nella restituzione di un prestito. Per il Tribunale, quelle operazioni sono state il risultato di uno stato di emergenza e dell’assenza di specifiche competenze gestionali, non di una condotta fraudolenta.
La rinuncia all’eredità non è stata considerata atto in frode
Nel procedimento è stata esaminata anche la rinuncia all’eredità materna. Il Tribunale non l’ha considerata un atto in frode ai creditori, tenendo conto del valore modesto e incerto del patrimonio ereditario.
La valutazione complessiva ha dunque portato a riconoscere la meritevolezza della debitrice, requisito indispensabile per accedere all’esdebitazione dell’incapiente. Un punto decisivo, soprattutto nei casi in cui non vi siano beni da liquidare né utilità concrete da offrire ai creditori.
Il ruolo dell’OCC dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza
Determinante è stato il lavoro svolto dall’Organismo di Composizione della Crisi, attraverso il gestore avvocato Maria Monteleone, che ha seguito tutte le fasi dell’istruttoria e del procedimento con attenzione e rigore professionale.
L’attività ha consentito di ricostruire in modo puntuale la reale condizione economica della debitrice e di verificare la presenza dei requisiti richiesti dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza. Alla procedura ha collaborato anche il legale della ricorrente, l’avvocato Antonio Biamonte.
Il risultato viene ricondotto anche al lavoro di coordinamento dell’avvocato Ester Bernardo, referente dell’OCC presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza, impegnata nella costruzione di un organismo fondato su serietà, rigore e tutela concreta delle persone in difficoltà economica.
Che cos’è l’esdebitazione dell’incapiente
L’esdebitazione dell’incapiente è uno degli strumenti più innovativi previsti dal Codice della Crisi. Consente, in presenza di precisi requisiti, la liberazione dai debiti anche quando il debitore non abbia beni o risorse da destinare ai creditori.
Per accedere al beneficio è necessario che il debitore non disponga di beni liquidabili e che il reddito eventualmente percepito sia appena sufficiente a garantire il minimo vitale proprio e del nucleo familiare.
Resta fondamentale il requisito della meritevolezza: il debitore non deve aver compiuto atti in frode ai creditori e non deve aver causato la propria condizione di sovraindebitamento con dolo o colpa grave.


