Raffica di provvedimenti dei carabinieri tra San Ferdinando, Gioia Tauro, Rosarno e Melicucco: arresti, divieti di avvicinamento e collocamenti in comunità per fermare la violenza di genere
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Quattro misure cautelari eseguite in appena due giorni nell’ambito del “Codice Rosso”: tecnologia, controllo e prevenzione al centro dell’azione dei Carabinieri per fermare la violenza di genere nella Piana di Gioia Tauro.
In un arco temporale estremamente contenuto, a conferma di una risposta operativa rapida ed efficace, i militari dell’Arma sono intervenuti in diversi centri del territorio.
Tra gli episodi più rilevanti, a San Ferdinando i Carabinieri hanno arrestato un uomo già sottoposto al divieto di avvicinamento per atti persecutori, accusato di aver reiteratamente violato le prescrizioni, presentandosi nei pressi del mercato rionale e del luogo di lavoro della vittima. Determinante è risultata l’attivazione del dispositivo anti-stalking in dotazione alla donna, costantemente monitorato dalle centrali operative dell’Arma. Nonostante il tentativo dell’indagato di eludere i controlli evitando di ricaricare il dispositivo di geolocalizzazione, il sistema ha consentito di documentare le violazioni e ottenere in tempi rapidi l’aggravamento della misura con gli arresti domiciliari.
Analoga tempestività a Gioia Tauro, dove i militari hanno arrestato un uomo ritenuto responsabile di ripetute violazioni delle distanze minime imposte nei confronti delle vittime: nei suoi confronti sono stati disposti i domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.
Nel medesimo lasso di tempo, ulteriori provvedimenti sono stati eseguiti sul territorio. A Rosarno è stato notificato un divieto di avvicinamento a carico di un uomo gravemente indiziato di condotte persecutorie nei confronti dell’ex moglie, tra pedinamenti, minacce via social e messaggi ossessivi. A Melicucco, invece, è stata disposta una misura di sicurezza con collocamento in comunità terapeutica nei confronti di un soggetto ritenuto responsabile di gravi maltrattamenti verso moglie e figli, tra percosse, minacce di morte e comportamenti aggressivi, aggravati dall’abuso di alcol e dall’uso di armi bianche.
Le attività sono state coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, guidata dal procuratore Emanuele Crescenti, e si inseriscono in un più ampio impegno nel contrasto ai reati di violenza domestica e di genere.
I procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari: per gli indagati vale il principio di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.

