Una serata della legalità denominata “Diamo Linfa al bene”. Un’occasione importante per ̀dimostrare vicinanza e solidarietà ai soci della Cooperativa Valle del Marro – Libera Terra, a pochi giorni dall’ennesima intimidazione subita, attraverso l’incendio che ha interessato alcuni uliveti secolari su terreni confiscati alla ‘ndrangheta a Oppido Mamertina nella Piana di Gioia Tauro. Si è svolta, presso il Palazzo della cultura di Polistena, l’iniziativa voluta dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Michele Tripodi, Libera Contro le Mafie, la Cooperativa Sociale Valle del Marro - Libera Terra e le ragazze e i ragazzi di E!State Liberi.

«Le ultime intimidazioni alla Valle del Marro sono un segno di debolezza della ‘ndrangheta - ha dichiarato Don Pino De Masi, referente Libera per la Piana di Gioia Tauro -. Abbiamo invertito i termini, non siamo noi ad aver paura, ma sono loro che hanno paura di noi, dell'esperienza del cammino che stiamo facendo».
La manifestazione ha fornito, altresì, l’opportunità di mettere in risalto la campagna promossa da Libera nell’ambito del percorso “Fame di verità e giustizia”, per chiedere che il 2% del Fug, fondo unico giustizia, ossia i soldi sottratti ai mafiosi e corrotti, venga destinato al riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati, per sostenere e valorizzare quelle realtà sociali ed esperienze che nel nostro Paese sono impegnate nella restituzione alla collettività di quegli immobili illecitamente accumulati dalla criminalità organizzata.

«In questi giorni si sente parlare tanto di sicurezza, ma chiediamo alla politica quali siano le misure previste per garantire sicurezza a quelle realtà che gestiscono i beni confiscati e sono prese di mira come la Valle del Marro - scandisce Giuseppe Borrello, referente regionale di Libera in Calabria -. Invece, assistiamo a proposte di legge che rischiano addirittura di smontare lo spirito della legge 109/96 sul riuso pubblico e sociale dei beni confiscati. Allora, come società civile e organizzata dobbiamo impegnarci per richiedere interventi affinché vengano previste delle risorse non solo per il recupero e la ristrutturazione dei beni, ma anche per consentire la gestione dei beni confiscati, per dare continuità alle pratiche di riuso, e forme di ristoro a realtà come la Valle del Marro che subiscono danneggiamenti».

Il vicepresidente della Valle del Marro, Antonio Napoli, ha espresso gratitudine per la vicinanza dimostrata alla cooperativa, ha invocato strumenti concreti finanziari per poter ripartire anche alla luce dei costanti atti intimidatori subiti, e per questo ha sottolineato l'importanza della campagna promossa da Libera che se sarà convertita in legge «sarà come assicurare il futuro dei beni confiscati, altrimenti se la campagna fallirà le mafie ne avranno messo un'ipoteca».

A seguire, nell'ambito della rassegna "AberoLibro", promossa dall'amministrazione comunale di Polistena, si è tenuta la presentazione del libro “Il tempo del male” di Santo Gioffrè, un romanzo che esplora quarant'anni di storia italiana e calabrese attraverso la memoria, la violenza e la ricerca di una idea diversa di bene comune.
«La ‘ndrangheta, soprattutto, si combatte attraverso la cultura, se c'è un tessuto culturale e civile forte è un deterrente nei confronti del fenomeno mafioso – ha dichiarato il sindaco di Polistena, Michele Tripodi -. La cooperativa Valle del Marro da molti anni subisce intimidazioni nei terreni. La ‘ndrangheta non ha mai accettato di essere stata spossessata dei suoi beni e quindi si rivale con queste intimidazioni. Bisogna che si indaghi e comprenda che prendere a bersaglio sempre gli stessi terreni è frutto di una regia organizzata, che vede le forze criminali condizionare il nostro tessuto sociale ed economico. Come amministrazione comunale siamo vicini alla cooperativa. Siamo anche per costruire, attraverso la presentazione di libri, attraverso la stagione dell'antimafia, attraverso inviti a persone che danno lustro come Santo Gioffrè questa sera, ma anche tanti altri ospiti dell'estate culturale polistenese. Rinnoviamo il nostro impegno affinché si affermi in questa terra la civiltà grazie alla cultura e alla conoscenza delle cose».