A sette mesi dall’ultima udienza si torna in Tribunale. Ad essere imputati sono anche un finanziere in servizio nella Procura lametina e il marito di una professoressa
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A distanza di sette mesi dall’ultima udienza tornano davanti al giudice per l’udienza preliminare gli imputati coinvolti nell’inchiesta sui presunti illeciti compiuti nel Liceo Scientifico “Galileo Galiei” di Lamezia Terme.
Il gip Arianna Roccia ha infatti fissato al prossimo 19 febbraio l’udienza preliminare a carico dell’ex dirigente della scuola, Teresa Antonietta Goffredo, 58 anni, originaria del Crotonese, gli insegnati Maria Rosaria Rocca, 48 anni, di Lamezia; Giovambattista Chirillo, 51 anni, di Lamezia; Anna Rosa, 64 anni, di Lamezia; Pasqualina Bagnato, 61 anni, di Lamezia; Maria Piera Adamo, 63 anni, di Lamezia; Marietta Paola Veltri, 42 anni, di Paola, e Giuseppina Sandra Anania, 66 anni, originaria di Messina; del marito di una docente, l’avvocato Luigi Carlo Isabella, 65 anni, di Lamezia Terme, e un finanziere, Renato Molinaro, 56 anni, di Serrastretta.
L’eccezione e il rinvio
Lo scorso tre luglio i difensori della preside Teresa Goffredo, gli avvocati Pino Spinelli e Domenico Sinopoli, hanno presentato un’eccezione legata alla notifica della conclusione delle indagini preliminari ai legali. Il gup Arianna Roccia ha rimesso il fascicolo al pm Domenico Assumma affinché provvedesse alla nuova notifica dell’avviso di conclusione indagini a tutti gli indagati.
Riavvolto il nastro ora si ritorna in Tribunale.
Le persone offese riconosciute dalla Distrettuale di Catanzaro sono il ministero dell’Istruzione e del Merito e tre insegnanti che sarebbero stati vittime di maltrattamenti (due difesi dall’avvocato Domenico Villella e uno dall’avvocato Massimo Saladino).
Gli imputati sono accusati ,a vario titolo, di accesso abusivo a un sistema informatico, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, peculato (in forma tenue), maltrattamenti, rivelazione di segreti d’ufficio.
L’accesso abusivo al registro scolastico
La notizia che ha fatto più scalpore nell’intera vicenda riguarda l’accesso abusivo a un sistema informatico. Secondo l’accusa, la preside Goffredo e l’insegnante Rocca si sarebbero introdotte nel registro scolastico elettronico per alterare i voti già attribuiti ad alcuni alunni dai dicenti titolari della materia. Un otto – scrive l’accusa – poteva diventare un nove, oppure che abbassarsi a sette. Voti alterati in materie come Storia dell’arte, Latino, Scienze naturali e anche Scienze motorie e sportive. Piccoli ritocchi che la Procura considera «abuso dei poteri» e con le ulteriori aggravanti «del danneggiamento dei dati contenuti nel sistema» e «del fatto commesso su sistema informatico di interesse pubblico».
Con l’accesso abusivo al registro elettronico, da parte di Goffredo e Chirillo, sarebbero state modificate anche le ore di attività svolte (per salvaguardare gli insegnanti da ipotizzati procedimenti penali in corso per truffa ai danni dello Stato).
In più Goffredo, Adamo e Anania avrebbero formato falsi fogli di presenza degli alunni alle attività di miglioramento dell’offerta formativa nell’anno 2020/2021. Attività per le quali Adamo e Anania «percepivano un compenso supplementare corrispondente a 20 ore di impegno lavorativo».
Il peculato
Il tenue caso di peculato riguarda Goffredo, Adamo e Anania che avrebbero creato falsi fogli di presenza degli alunni ad attività come i “Giochi sportivi studenteschi” documentando falsamente un compenso supplementare corrispondente a 20 ore di impegno lavorativo che avrebbero fruttato 348 euro per Adamo e 365 euro per Anania.
I maltrattamenti ai “dissidenti”
Secondo le indagini condotte dal Commissariato di Polizia di Lamezia, la dirigente avrebbe maltrattato tre insegnati del corpo docente «assumendo condotte e provvedimenti persecutori – integranti mobbing sul posto di lavoro – a danno specifico dei docenti da lei stessa pubblicamente definiti “dissidenti” ed a lei invisi, anche in quanto legittimamente collocati su posizioni non conformi o critiche rispetto a sue proposte o a sue opzioni inerenti a ogni aspetto della gestione dell’Istituto».
I segreti d’indagine rivelati dal finanziere
Ad essere implicato in questa vicenda vi è anche un maresciallo della Finanza, Renato Molinaro, in servizio come responsabile dell’aliquota GdF delle sezione di polizia giudiziaria della Procura di Lamezia Terme.
Il militare si sarebbe introdotto, con il proprio account, nel sistema informatico della Cognizione penale per prendere informazioni su tre procedimenti penali sui quali stava lavorando la Procura di Lamezia. Lo avrebbe fatto su istigazione di due coniugi: l’avvocato Carlo Luigi Isabella e Maria Piera Adamo, docente del liceo Galilei indagata in uno dei tre procedimenti “spiati”. Gli accessi informatici oggetto di indagine sarebbero stati eseguiti dal 30 marzo 2023 al 27 settembre dello stesso anno.
Inoltre Molinaro, Isabella e Adamo sono indagati anche per rivelazione di segreti d’ufficio poiché Molinaro avrebbe rivelato ai coniugi Adamo e Isabella, «notizie coperte da segreto investigativo inerenti all'origine e all'evoluzione dei procedimenti penali - confluiti tutti nel presente procedimento - che vedevano coinvolte Adamo Maria Piera e Goffredo Teresa Antonietta».
Nel collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Gennaro Palermo, Aldo Ferraro, Domenico Zaffina, Domenico Lo Polito, Maria Ottavino Riggio, Ramona Gualtieri, Alberto Cristiano.



