All’Università della Calabria due giornate tra dibattiti e laboratori per recuperare una memoria spesso dimenticata e promuovere una cultura più inclusiva ed egualitaria.
Tutti gli articoli di Cultura
PHOTO
L’Università della Calabria diventa il fulcro di una riflessione profonda e necessaria sul ruolo delle donne nella storia e nella società contemporanea. L’ateneo calabrese ospita il seminario di studi intitolato "Antenate resistenti", un doppio appuntamento che vede come protagoniste la scrittrice Luciana Percovich, figura di spicco nel panorama del femminismo italiano, e Roberta Fenci, web designer e consulente freelance.
L’origine è donna. Lo esprimeva Gustave Courbert nel 1866 con il suo dipinto più celebre “L’origine du monde”, destando scandalo nella società decadente del XIX secolo, ma ancor prima lo affermavano le società matriarcali in un racconto che, purtroppo, è stato spesso silenziato e nascosto nelle pieghe della storia. Il matriarcato segna gli albori dell’umanità attraverso una struttura sociale cooperante e pacifica, nel quale il femminile è considerato la matrice della creazione e proprio per questo viene celebrato in quanto vita. Il seminario di studi “Antenate resistenti” propone due giornate che riflettono su questa dimensione originaria delle civiltà remote - ed in parte perdute - che finalmente nell’attualità, dopo molte ingiustizie e mistificazioni, recuperano lo spazio che per millenni gli è stato sottratto, attraverso gesti che mirano alla riappropriazione del femminile e della sua storia: un racconto sulle donne fatto dalle donne.
Queste due giornate sono una preziosa occasione per la comunità, accademica e non, di confrontarsi su linguaggi nuovi e antiche forme di resistenza, in un dialogo che unisce tempi distanti ed urgenze attuali.
Il recupero della memoria: il programma del 15 aprile
L'apertura dei lavori ha avuto inizio il 15 aprile, alle ore 17:00 presso lo Spazio CUG dell'Unical. L'incontro si configura come un viaggio simbolico e letterario attraverso le opere delle autrici “Guardiane della soglia” di Luciana Percovich e il “Cronario - Parole mutate mutanti”. L’evento si è aperto con i saluti istituzionali di Elvira Brunelli, Prorettrice con delega alle Pari Opportunità e Benessere. Dell’introduzione al tema si sono occupate Giovanna Vingelli (Delegata alle Politiche di Genere e Centro Women’s Studies) e Ida Rende (Women’s Studies, Nosside). Il dibattito dal carattere corale e trasversale, ha unito una fitta rete di realtà del territorio e diversi collettivi, tra cui il Centro di Women's Studies “Milly Villa”, la Biblioteca delle donne Nosside, il Centro contro la violenza alle donne “Roberta Lanzino”, MEDiterranea MEDIA e numerose associazioni che da anni presidiano il fronte dei diritti e della cultura di genere in Calabria.
Il “Cerchio tra donne”: l’appuntamento del 16 aprile
Il seminario non si esaurirà nella discussione accademica. Domani, giovedì 16 aprile, l’incontro si sposterà al Centro di aggregazione giovanile Unical (via Bucci 1) per un momento più intimo e laboratoriale: il “Cerchio tra donne” (per partecipare è necessaria la prenotazione all’indirizzo email conimieiocchi2014@gmail.com). Questa seconda fase, prevista sempre per le ore 17:00, punta a creare uno spazio di condivisione orizzontale, dove la parola diventa strumento di resistenza e costruzione identitaria. L'evento promosso dal Centro Women’s Studies in collaborazione con l'ANPI Cosenza, l'associazione Amici dell'Unical e il collettivo Con i miei occhi, conferma quanto il tema della “resistenza femminile" sia ancora oggi una questione di fondamentale importanza per la creazione di una cultura democratica ed egualitaria nel nostro Paese.

