Nell’area dedicata alle manifestazioni previste nel calendario estivo dei Laghi di Sibari ha preso vita un nuovo e significativo appuntamento per la diciannovesima edizione del Sibari Art Festival. La storica rassegna culturale, interamente focalizzata sul valore dell'arte e sulla diffusione della lettura, rinnova la propria missione mettendo al centro la forza delle parole e dei racconti intesi come veicolo primario di dialogo e di crescita collettiva. L'impostazione culturale della serata trova le sue ragioni nelle parole di Giovanni Spedicati, dell'Editrice Alternativa La Mongolfiera, che illustra il senso profondo dell'iniziativa. «Questa sera abbiamo la presentazione di tre libri al Sibari Art Festival, la diciannovesima edizione quest'anno. Questi tre libri sono particolari perché sono libri sulla diversità» spiega Spedicati, aggiungendo dettagli sulla genesi dell'evento: «Noi ogni anno mettiamo un tema al Sibari Art Festival. Quest'anno abbiamo messo amore e diversità, la rivoluzione gentile.».

L'approfondimento letterario entra nel vivo con la descrizione delle tre opere al centro del dibattito: «Questi libri sono particolari perché uno parla di un bimbo ipovedente, racconta la storia, la signorina che lavora tutti i giorni con lui. Il secondo anche parla di ragazzi che hanno dei problemi e sono accompagnati a scuola. E il terzo parla addirittura di una bimba che è nata cieca». Nello specifico, i volumi presentati sul palco offrono uno spaccato profondo sulle diverse forme di percezione ed empatia: Milo e il pesce Mandarino di Federica Genovese, impreziosito dalle illustrazioni di Simona D'Angelo ed edito da LaMongolfiera editrice, che narra la storia di un bimbo ipovedente attraverso lo sguardo e l'accompagnamento quotidiano della sua educatrice; Un mondo per ciascuno di Marcella Mauro, a cura di Federica Genovese (sempre per i tipi di La Mongolfiera editrice), focalizzato sul percorso scolastico e umano di ragazzi con fragilità;

Tu vedrai, Sofia alla conquista del mondo con gli occhi del cuore di Marica Gaudio, pubblicato da La Bussola con la prefazione di Daniele Cassioli, incentrato sulla toccante storia di una bambina nata cieca e sul racconto di sua madre.La conduzione della serata è stata affidata a Matilde Tursi, richiamata dallo stesso Spedicati. Prendendo la parola per introdurre i contenuti dell'appuntamento, Matilde Tursi ha descritto lo spirito dell'iniziativa definendola «un festival dedicato alle arti e alla cultura, che vuole elogiare i libri come strumento e veicolo di comunicazione. Una serata molto ricca, nella cornice splendida dei laghi di Sibari, si è parlato di tre libri, due dedicati ai bambini, scritti da due giovani concittadine di Cassano all’Ionio, e un libro scritto da una mamma, in cui racconterà la sua storia».

Il valore pedagogico ed umano dell'evento emerge con forza nel prosieguo dell'intervento di Matilde Tursi. «Questi incontri del Sibari Art Festival sono senza ombra di dubbio degli incontri di confronto, di inclusione, di condivisione» dichiara Tursi, ponendo l'accento sul messaggio centrale della serata: «Amore e disabilità, la rivoluzione della gentilezza, perché c'è bisogno in questo mondo, oggi, di essere estremamente gentili. E il compito degli adulti è proprio quello di insegnare ai bambini che la diversità non è un limite, ma è una ricchezza». Il percorso educativo verso la comprensione dell'altro richiede costante dedizione e sensibilità. Matilde Tursi conclude il suo pensiero richiamando l'attenzione sui valori fondanti dell'agire quotidiano: «Quindi bisogna armarci di tranquillità, di pazienza, e insegnare loro a guardare, ad ascoltare e a rispettare gli altri. In fondo tutto questo si può fare solo ed esclusivamente attraverso l'amore».

La diciannovesima edizione del Sibari Art Festival si conferma un prezioso presidio di riflessione sociale, dimostrando come la pagina scritta e la narrazione continuino a rappresentare strumenti indispensabili per abbattere le barriere culturali e promuovere l'inclusione.