Il terzo volume della saga della scrittrice siciliana al centro di una due giorni promossa dalla fondazione Rhegium Julli in sinergia con il territorio. Ieri l'incontro a palazzo Alvaro e stamane all'università Mediterranea
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(Foto di Orsola Toscano) – «È parte della mia natura guardare e scavare dentro le cose e quindi anche dentro la storia. Io sono molto curiosa, una persona che non si ferma dinanzi ad un no come risposta. Quindi raccontare, parlare e anche un pò omaggiare una Terra, che per me è molto importante per ragioni familiari ed è stata una bella esperienza che sono contenta di averla fatta».
In una gremita sala Francesco Perri di palazzo Alvaro, sede della città Metropolitana di Reggio, la scrittrice siciliana profondamente legata anche alla Calabria, Stefania Auci ha presentato il nuovo volume sulla Saga dei Florio, l'ultimo (al momento) che va a costituire la trilogia, dal titolo "L'alba dei Leoni".
Partita dai “Leoni di Sicilia”, passando per “L'Inverno” della grande famiglia, la scrittrice in questo terzo romanzo ha compiuto un viaggio a ritroso che l'ha portata nella seconda metà del Settecento, prima di quel terremoto che scosse la Calabria, la storia e la vita dei Florio, riflesso di un intero mondo in bilico nella Grande Storia.
"1772. Bagnara Calabra è un pugno di terra rubato alla montagna, stretto tra rocce e mare. Scuro, compatto, chiuso. Ma è così, ed è la casa della famiglia Florio. Niente è facile, per loro, ogni cosa deve essere difesa con fatica e determinazione: dalla forgia di Vincenzo, uomo duro come il ferro che lavora, all'amore che Rosa, sua moglie, ha per i tanti figli che ha avuto e per i tanti che ha perso. Una vita fondata sull'orgoglio del proprio nome, sulla certezza che il presente è, insieme, un'eco del passato e la promessa del futuro".
Ecco cosa scrive Stefania Auci che, scavando a ritroso, e si spinge fino a prima del sisma per scoprire cosa animasse e agitasse nel profondo la famiglia Florio prima di quell'emigrazione via mare dalla Calabria verso la Sicilia dei fratelli Paolo e Ignazio Florio. Da commercianti di Spezie di Bagnara. La loro aromateria nata dalla polvere di una bottega a Palermo sarebbe divenuta nel tempo un'autentica fucina di avanguardia industriale nella Sicilia dell'Ottocento.
«La saga dei Florio è al completo, almeno per adesso poi non lo so. Avevo detto pure la stessa cosa col secondo volume, quindi vedremo», dice sorridendo la scrittrice nel primo dei due incontri promossi in riva allo Stretto dalla Fondazione Rhegium Julii, in collaborazione con la Città metropolitana di Reggio Calabria, con le Università Mediterranea e la Università Dante Alighieri, il Rotary Club, Il Distretto dei Lions, il Centro internazionale scrittori per la Calabria, le associazioni l'Aiparc e Reggio cresce.
Durante l'incontro, introdotto dal presidente della fondazione Rhegium Julii, Giuseppe Bova, dal consigliere metropolitano Giuseppe Marino e dalla responsabile del service dei Lions Club Annamaria Cama, la scrittrice ha conversato con le professoresse Teresa Scordino e Ilda Tripodi e con il professore Giuseppe Caridi.
«La Sicilia è la mia terra natia ma anche la Calabria mi è molto cara. Qui è nato mio figlio, qui risiedono alcuni degli affetti familiari più cari. Entrambe le terre dello Stretto, seppure in maniera differente, sono territori a me cari. La Calabria ha certamente un ruolo preminente in questo nuovo romanzo che scava ancora più a fondo nella storia dei Florio, in particolare proprio Bagnara e una piccola parte dell'Aspromonte, con delle puntate che arrivano un pò qui e lì anche in Sicilia.
La Calabria de "L'Alba dei Leoni" è un pò scura, ruvida e dura, ma nello stesso tempo è accogliente e materna, proprio come sono poi le donne della casa di Florio. La Calabria – ha proseguito la scrittrice - nel Settecento subisce una natura ingenerosa e una marginalizzazione storica che discende soprattutto dall'essere di una Regno parte in ombra, se non per la presenza appunto dei duchi Ruffo di Calabria. Non credo che i libri possano riscattare una terra. Il riscatto, grande sfida, è messo in atto da coloro che vivono e abitano una terra, la sentono proprio. Credo piuttosto, ed è per me una sorta di ambizione, che romanzi possano costituire un stimolo e un contributo a chi questo lavoro di riscatto lo realizza soprattutto nell'ambito culturale».
Un interesse intenso, e forse non ancora completamente esaurito, per una saga familiare potente che “parla" ancora oggi.
«Mi ha rapita subito la loro incredibile parabola, la loro forza, la loro fortuna e anche loro sfortuna nella vita. E poi quell’intuizione. Chi è intuitivo, chi ha forza, chi ha rigore, chi ha capacità probabilmente riesce davvero ad andare oltre e ad affrontare sfide inimmaginabili. Soprattutto l'audacia e la testardaggine, inscindibili l’una dall’altro», ha sottolineato la scrittrice.
«E poi ancora il tema di straordinaria attualità dell’emigrazione, oggi trasformata ma sempre mossa dall'aspirazione universale a una vita migliore, alla libertà. In questa storia – ha rimarcato la scrittrice – sono i calabresi a venire in Sicilia ma una volta erano i siciliani, i calabresi ad andare al nord mentre adesso le persone arrivano, da oltre il Mediterraneo, nelle nostre terre alla ricerca di quelle stesse dignità e sicurezza, per istinto di sopravvivenza».
«Dopo il conferimento del premio Narrativa nel 2019, il Rhegium Julii è tornata a ospitare Stefania Auci a Reggio Calabria con il suo ultimo libro sui Florio, straordinario anche per capire come nulla è regalato e tanti calabresi diventano un’eccellenza dopo tanti sacrifici e tenacia e volontà», ha sottolineato Giuseppe Bova, presidente della fondazione Rhegium Julli.
Dopo l'incontro di ieri pomeriggio, questa mattina “L'alba dei Leoni” è al centro dell'incontro in svolgimento presso l'aula magna Ludovico Quaroni dell'università Mediterranea. Il dialogo con studentesse e studenti universitari e degli Istituti di II grado, prevede la partecipazione del rettore Giuseppe Zimbalatti, della direttrice del dipartimento Architettura e Design Consuelo Nava, del presidente della fondazione Rhegium Julii, Giuseppe Bova, del governatore del Distretto Lions Giuseppe Naim, e di dirigenti scolastici e rappresentanze istituzionali. A introdurre l’incontro il delegato alla Cultura dell'ateneo, il professore Ottavio Amaro del dipartimento Architettura e Design. A seguire gli interventi della professoressa Teresa Scordino, della dirigente Anna Maria Cama per il service dei Lions Club.
Il successo di Stefania Auci, che oggi sarà insignita della cittadinanza onoraria nel comune di Bagnara, è arrivato nel 2019 con “I leoni di Sicilia”, edito da Nord, subito tradotto negli Stati Uniti, in Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi e vincitore del Premio Rhegium Julii per la narrativa. Nel 2021 arriva “L’inverno dei leoni” che vince il Premio Bancarella e il premio Riviera dei marmi. Nello stesso anno il primo volume della saga viene prodotto e trasmesso in serie dalla Rai "I Leoni di Sicilia". Un lavoro che diventa una trilogia con il recente romanzo“ L’alba dei leoni”, un altro grande successo in Italia e all’estero
«Non so dare nessuna risposta al successo riscosso dai miei libri e alla fine penso che neanche sia giusto saperlo. Per me è importante è raccontare storie. Se il viene successo tanto di guadagnato per carità, non sono ipocrita e ammetto che è bellissimo ma se non fosse arrivato, io avrei comunque passato un bel pò di tempo insieme alle storie che mi piace raccontare», ha concluso la scrittrice Stefania Auci che al termine dell’incontro ha firmato le copie del libro, soffermandosi ancora a parlare con un folto gruppo di appassionati lettori e lettrici.






