L’immaginazione come valore sociale, la delusione trasformata in creatività e l’infanzia come stato da preservare anche da adulti. Sono alcuni dei temi al centro dell’intervista negli studi di Cosenza Channel allo scrittore Michele D’Ignazio, autore Rizzoli per l’infanzia, che ha presentato il suo ultimo libro “Felice e l’invenzione del mare”.

Il libro racconta la storia di Felice, un bambino che sogna di andare al mare ma, di fronte alla delusione di non poter partire, decide di inventarlo nel cortile del suo palazzo insieme agli amici. Una storia che parla di fantasia, crescita, gioco e capacità di trasformare le difficoltà in opportunità creative.

Michele D'Ignazio presenta il suo ultimo libro "Felice e l'invenzione del mare"

Lo scrittore ha spiegato come è nato il personaggio principale: «La primissima ispirazione è stata il teatro, il teatro delle ombre, perché faccio anche molti spettacoli teatrali. Poi a poco a poco sono venuti anche i personaggi. Un’ispirazione fondamentale me l’ha data un mio amico: suo figlio a Babbo Natale ha chiesto una maschera da SUV e mi è sembrato uno spunto incredibile».

Da quell’idea nasce la storia di Felice, un bambino che aspetta le vacanze al mare e che, quando scopre di non poter partire, decide di inventare il mare sotto casa.

«È un racconto che parla della grande immaginazione dei bambini, ma non deve essere solo qualcosa dei bambini. L’immaginazione è un valore sociale, proprio come trasformare a volte una mancanza in qualcosa che può esserci».

Nel libro, il mare non è solo un’idea astratta ma qualcosa che si costruisce concretamente: acqua, sabbia, sassi, gabbiani, pesci, teatro delle ombre. Un modo per raccontare ai bambini la possibilità di realizzare i propri sogni attraverso la creatività e la collaborazione.

D’Ignazio ha parlato anche dei personaggi del libro, spesso ispirati alla realtà: «L’ispirazione per quanto mi riguarda viene sempre dalla realtà, dalla mia vita, però poi c’è anche un po’ di invenzione. Molta ispirazione viene dai bambini che incontro nelle scuole e nelle librerie».

Tra i personaggi più amati c’è Miranda, la sorella di Felice, imprevedibile e fuori dagli schemi: «La mamma dice che ha la ciancica, mi sono inventato questo gioco perché anche io spesso me ne vado in giro con camicie stropicciate. Ai bambini piace questo modo di stare al mondo molto sincero. La ciancica è vedere le pieghe della realtà che magari gli adulti non vedono più».

Lo scrittore ha poi parlato del rapporto con i giovani lettori, sottolineando come i bambini siano un pubblico sincero e molto critico: «La sincerità è davvero il grande dono dei bambini. Non è vero che a loro piace tutto, anzi: sono molto critici e te lo dicono subito». Fondamentale anche il ruolo delle illustrazioni nel libro, realizzate da Elisa Bonadin:

«Le illustrazioni sono molto importanti. L’importante è che non siano didascaliche, che non vadano a ricalcare il testo, ma che aggiungano qualcosa alla storia».

In chiusura dell’intervista, D’Ignazio ha lasciato un messaggio ai suoi giovani lettori e anche agli adulti, citando una frase del protagonista del libro: «Felice risponde a una domanda che fanno spesso ai bambini: da grande cosa vuoi fare? Lui risponde: io da grande voglio fare il bambino. È un messaggio sia per i bambini, di non avere fretta di crescere, sia per i grandi, di non dimenticare mai il bambino che c’è in noi».