Cinque libri, cinque storie e cinque modi diversi di raccontare il presente, la memoria, i legami familiari e le inquietudini dell’uomo contemporaneo. Dopo settimane di incontri, presentazioni e dialoghi con il pubblico nelle librerie e nelle scuole di Cosenza, il Premio Sila 2026 entra nella sua fase decisiva con l’annuncio ufficiale della cinquina finalista.

I cinque titoli selezionati, in rigoroso ordine alfabetico, sono: “Il coccodrillo di Palermo” di Roberto Andò, “L’estate che ho ucciso mio nonno” di Giulia Lombezzi, “Col buio me la vedo io” di Anna Mallamo, “Platone una storia d’amore” di Matteo Nucci e “La ragazza di Savannah” di Romana Petri.

I romanzi sono stati protagonisti degli incontri che, tra aprile e maggio, hanno animato alcuni dei principali luoghi culturali della città: le librerie Feltrinelli, Ubik, Mondadori Bookstore e la Biblioteca “Stefano Rodotà” del Liceo Classico Bernardino Telesio, trasformate per settimane in spazi di confronto tra autori, studenti e lettori.

Ora la parola passa alla giuria, che nei prossimi giorni decreterà il vincitore della XIV edizione del Premio Sila, il più antico premio letterario del Sud Italia.

«Cinque voci diverse, cinque modi di raccontare il mondo», ha dichiarato Enzo Paolini. «Il Premio Sila continua il suo lavoro di scoperta e valorizzazione della letteratura di qualità, portando nelle scuole e nelle librerie gli scrittori più importanti del panorama nazionale. Siamo orgogliosamente il premio letterario più antico del Sud Italia e continuiamo a essere un punto di riferimento per la cultura del nostro territorio».

Sulla stessa linea anche Gemma Cestari, che ha sottolineato il lavoro svolto nei mesi scorsi attorno alla costruzione della cinquina finalista.

«Abbiamo incontrato gli autori, riempito le librerie e dialogato con centinaia di lettori», ha spiegato. «Il Comitato dei lettori, formato anche dagli studenti del Liceo Classico Telesio, ha letto, discusso e scelto. Adesso inizia la fase finale e sarà una decisione difficile, perché si tratta di libri molto belli».

Più che un semplice premio letterario, il Premio Sila continua così a confermarsi un laboratorio culturale diffuso, capace di trasformare la città in uno spazio vivo di confronto attorno ai libri, alla scrittura e alle idee.