Il giornalista e saggista ospite del Festival Ricorrente dei Lettori per presentare Il brutto anatroccolo, un’analisi sulle contraddizioni della regione: «La sola bellezza non basta, servono sviluppo economico, lavoro e servizi efficienti»
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La grande saggistica torna a prendersi il palcoscenico nel cuore del Pollino. Nella cornice della Sala Consiliare del Palazzo di Città, si è tenuto il quinto appuntamento culturale della 32esima Rassegna del Festival Ricorrente dei Lettori, nell'ambito della celebre iniziativa nazionale "Il Maggio dei Libri". L'evento, che testimonia la sinergia ormai consolidata tra l'Accademia Pollineana e l'Amministrazione Comunale di Castrovillari, ha visto come protagonista il noto giornalista e saggista Filippo Veltri, giunto in città per presentare la sua ultima fatica letteraria: "Il brutto anatroccolo. Il caso Calabria tra degrado e narrazione fasulla".
«Oggi celebriamo i libri, perché ogni libro è una creatura viva e un insostituibile compagno di viaggio» ha esordito Pasquale Pandolfi, vicepresidente dell'Accademia Pollineana, nell’incontro con il nostro network. «All'interno di questa ricca rassegna abbiamo programmato sette presentazioni – continua – e quella di oggi è una serata di altissimo valore culturale, poiché il testo di Veltri affronta i nodi nevralgici della nostra terra, mettendone in risalto le profonde criticità ma senza mai dimenticarne le straordinarie positività, la storia, la tradizione e l'immenso patrimonio identitario che la caratterizza». Un focus imprescindibile dell'intervento di Pandolfi è stato il forte appello generazionale in particolare ai più giovani. L'Accademia ha infatti espresso la chiara volontà di rimettere il libro al centro della quotidianità delle nuove generazioni, troppo spesso assorbite dai dispositivi digitali. «Vediamo continuamente ragazzi avvinti dagli schermi, vittime di una vera e propria dipendenza da smartphone», ha sottolineato con preoccupazione il vicepresidente. «Attraverso iniziative come questa vogliamo stimolare i ragazzi alla lettura, dimostrando che non si tratta di un esercizio sterile, ma di uno strumento fondamentale per la crescita personale e collettiva».
Il saggio di Veltri, strutturato in un serrato percorso, scava senza sconti nelle contraddizioni strutturali di una regione sospesa tra rassegnazione e riscatto. Filippo Veltri, attraverso il proprio pensiero affidato ai nostri microfoni, ha delineato con precisione la tesi cardine del suo volume, soffermandosi sulla dicotomia espressa nel sottotitolo: «Degrado e narrazione fasulla sono i due corni della complessa situazione calabrese», ha spiegato l'autore. «Da un lato vi è il degrado economico e sociale, una realtà innegabile e sotto gli occhi di tutti. Dall'altro, però, assistiamo a una narrazione che non rende affatto giustizia alla situazione reale e profonda che abbiamo nella nostra regione. Questa io la definisco, senza mezzi termini, una narrazione fasulla». Secondo l'analisi del saggista, il rischio più grande è l'immobilismo storico. «Da queste due posizioni, apparentemente opposte, è necessario uscire con urgenza. Se non spezziamo questo meccanismo, rischiamo di rimanere bloccati nella medesima stagnazione per i prossimi anni, se non per i prossimi decenni. Il mio libro si propone proprio di squarciare questo velo, raccontando analiticamente tutto il positivo e il negativo della Calabria».
In conclusione, Veltri ha lanciato una provocazione contestando il diffuso stereotipo della Calabria come "terra semplicemente bella". «È certamente una splendida regione - ha concluso lo scrittore - ma con la sola bellezza rischiamo di farci una "bella frittata". Non basta contemplare il paesaggio. Per cambiare passo servono uno sviluppo economico serio, politiche attive per il lavoro e servizi efficienti. Solo così la Calabria potrà diventare davvero una regione bella, al di là dei suoi straordinari doni naturali».

