Il prolungarsi della guerra in Medio Oriente mette a serio rischio i bilanci delle famiglie e la tenuta finanziaria delle aziende. Nuovo allarme della Cgia
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Questo primo mese di guerra in Medio Oriente costerà a famiglie ed imprese 15,25 miliardi di euro in più di spesa energetica. L’aumento del costo del gas sarà pari al 14,6% mentre il prezzo dell’energia elettrica crescerà del 12,9%. La spesa complessiva peserà il 13,4% in più in bolletta rispetto al 2025. È quanto prevede l’ufficio studi della Cgia di Mestre. Dall’inizio del conflitto scatenato da Usa e Israele il prezzo di borsa dell’energia elettrica è aumentato di 41 euro al MWh (+38%) e quello del gas di 26 euro al Mc (+81%). Il dato è preoccupante e potrebbe aggravarsi ulteriormente nel caso che non si riesca a mettere fine alla guerra in tempi brevi. La situazione risulta già abbastanza critica sul fronte degli approvvigionamenti. Ci sono le scorte ma il blocco delle forniture farà sentire i suoi effetti.
In Calabria la stima dei costi di energia elettrica e gas per imprese e famiglie vede la spesa complessiva passare da 1 miliardo e 684 ad 1 miliardo e 907 milioni, 222 milioni in più. Conto salatissimo per le famiglie che, prevede la Cgia, pagheranno 126 milioni in più (+13,4%), mentre le imprese sborseranno 97 milioni in più (+12,9%).
«Si tratta di una vera e propria stangata, con il rischio concreto – avverte Paolo Zabeo, coordinatore dell’ufficio studi CGIA - di mettere sotto pressione i bilanci domestici e la tenuta finanziaria di molte aziende».

