Il dossier approdato a Bruxelles torna al centro dello scontro amministrativo: nel mirino gli atti che hanno chiuso la fase nazionale delle opposizioni
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Si riapre il fronte giudiziario attorno al percorso del Bergamotto di Reggio Calabria verso l’Indicazione geografica protetta. Quando la vicenda sembrava aver superato il passaggio più delicato della fase nazionale, con il dossier ormai inoltrato a Bruxelles, arriva infatti un nuovo ricorso al Tar del Lazio che riporta tutto dentro un terreno di scontro amministrativo tutt’altro che chiuso.
Al centro della nuova iniziativa c’è il ricorso presentato dalla Società Agricola Fratelli Foti contro il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e nei confronti, tra gli altri, dell’A.T.S. Comitato promotore per il Bergamotto di Reggio Calabria e la sua tutela e valorizzazione. Nel mirino finiscono proprio gli atti che hanno segnato l’ultimo snodo della procedura. Il ricorso chiede infatti l’annullamento, previa sospensione, del provvedimento ministeriale del 6 febbraio 2026, della nota con cui è stata comunicata la chiusura della procedura nazionale di opposizione e della stessa domanda di registrazione dell’IGP con il relativo disciplinare.
È una mossa che pesa, perché colpisce il cuore del percorso che aveva consentito alla pratica di oltrepassare il livello nazionale. Solo pochi mesi fa, il 16 ottobre 2025, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del disciplinare di produzione aveva segnato un passaggio considerato decisivo. Poi, dopo una serie di altri stop, ritardi e ricorsi, con il provvedimento formalizzato il 6 febbraio 2026, il Masaf aveva chiuso la fase nazionale della procedura, respingendo le opposizioni e consentendo così il passaggio del dossier a Bruxelles. Un approdo che, sul piano formale, sembrava archiviare il confronto interno e consegnare la partita al livello europeo. Sul piano sostanziale, però, le distanze non si erano mai davvero ricomposte. Ed è proprio da quella frattura che ora prende corpo il nuovo ricorso.
La novità, dunque, va ben oltre l’aspetto tecnico. Perché certifica che la corsa del bergamotto reggino verso il riconoscimento IGP continua a muoversi su un doppio binario: da una parte l’iter istituzionale che guarda all’Europa, dall’altra il contenzioso amministrativo che torna ad accendersi in Italia. Il risultato è che una vicenda considerata strategica per l’identità agricola del territorio, per la tutela del prodotto e per il suo posizionamento sul mercato, resta ancora avvolta da tensioni profonde.
Il nuovo ricorso apre così un altro capitolo in una storia che da mesi alterna accelerazioni, stop, contrapposizioni e passaggi formali decisivi. Il dossier è arrivato a Bruxelles, ma la battaglia resta aperta. E mentre il riconoscimento europeo continua il suo cammino, una parte della partita torna adesso nelle aule del Tar.

