Più acquisti di servizi, più start up dedicate. In appena 12 mesi, in Italia, il mercato dell’intelligenza artificiale è cresciuto del 50%. Nel 2018 valeva 200 milioni, oggi vale 1,8 miliardi. Numeri in aumento grazie allo sforzo e agli investimenti delle grandi imprese: il 71% utilizza l’IA generativa. La spesa cresce ma l’Italia è fuori dal catalogo vendite dove a giocarsi la partita sono le big tech: OpenAI con ChatGPT Plus, Google con Gemini Advanced e Microsoft con Copilot. Le licenze d’uso dei prodotti realizzati ed offerti da questi tre best player sono richiestissime, sono state ricercate dall’80% delle aziende e nel 2025 hanno totalizzato il 31% in più di contratti. La maggiore propensione agli investimenti da parte delle grandi imprese italiane è motivata dalla necessità di non perdere terreno rispetto ai competitor che per imporsi sui mercati si avvalgono di questi strumenti. L’ultimo studio dell'Osservatorio sull’intelligenza artificiale del Politecnico di Milano dice che il rovescio della medaglia è rappresentato dai numeri relativi alle piccole e alle medie imprese: le prime valgono il 7% del mercato, le secondo arrivano al 12%. Poco più di mille, sempre secondo questo report, le aziende italiane che offrono soluzioni e servizi AI. Numeri nazionali che raccontano la debolezza di un settore in crescita ovunque nell’area Ue. Regno Unito, Francia e Germania valgono insieme 93 miliardi di euro con Londra che da sola in un anno ne ha investiti 65 con una crescita pari al 25%. Nelle pmi di Francia e Germania l’utilizzo è superiore al 30%. Imbattibili i colossi Usa che possono contare su cifre da capogiro e con oltre 500 miliardi di dollari impegnati nello sviluppo delle piattaforme. La rincorsa cinese, nonostante gli annunci, si ferma a qualche centinaio di miliardi di dollari di distanza. E non è poco.

L’Italia è all’anno zero. La miglior soluzione europea è offerta dalla francese Mistral che nel 2025 grazie ad accordi in Africa, Medio Oriente ed Asia ha guadagnato 180 milioni di euro e ha stretto accordi per progetti del valore complessivo di oltre 700 milioni. Per tornare all’Italia, un dato interessante rilanciato dal report del Politecnico di Milano riguarda le start up: negli ultimi tre anni ne sono state create 169 e stanno iniziando a farsi conoscere e a piazzare prodotti di qualità. Bruxelles ha avviato un programma da 100 milioni di euro per lo sviluppo di una suite europea.

L’uso dell’intelligenza artificiale è una delle competenze di lavoro oggi più richieste dalle aziende. Il report del Politecnico dice che un lavoratore su due le padroneggia e le usa quotidianamente con risultati soddisfacenti sia in termini di qualità sia in termini di tempi di produzione. Dall’altro lato, però, le aziende lamentano la scarsità di profili professionali disponibili: oltre il 50% delle ricerche di lavoro non vengono finalizzate, con un danno, in termini di competitività, pari a decine di miliardi di euro.