«Grazie Giorgia, grazie Matteo. Oggi, finalmente, ho potuto godere del taglio delle accise. Ho potuto fare il pieno spendendo pochissimi euro: 9 cent/litro in più di martedì». Si ironizza anche così sui social sulla mancata applicazione alle stazioni di rifornimento del taglio delle accise sul carburante

La misura è stata deliberata nella serata di ieri dal Consiglio dei Ministri che ha previsto una riduzione di 25 centesimi al litro per benzina e gasolio e di 12 centesimi al chilo per il Gpl per far fronte all’impennata dei prezzi conseguente allo scoppio del conflitto in Medio Oriente. Un provvedimento di natura temporanea, della durata di soli venti giorni, ma che non ha ancora sortito alcun effetto per gli automobilisti che oggi hanno continuato a fare rifornimento di carburante ad invarianza di prezzi.

Caro benzina, la rabbia dei cittadini

Alle stazioni di servizio lo sdegno dei cittadini che affermano: «Il carburante è ancora alle stelle: a 2,14 centesimi al litro è una vergogna». Altri aggiungono: «Non si può più andare avanti così. La benzina ha un prezzo troppo alto, io con la macchina ci vado al lavoro». E altri che sperano non si tratti della «solita speculazione. Ne abbiamo già subito le conseguenze, fin da quando è scoppiata la guerra».

Rincari, la spiegazione

In realtà, non si tratta di speculazione. A spiegare le ragioni della mancata applicazione del decreto legge è Ferruccio Schiavello, presidente della Claai, sezione energia Calabria. «Noi gestori siamo obbligati ad applicare i prezzi che le compagnie petrolifere ci forniscono. Al momento non ci sono stati ancora comunicati i nuovi prezzi, se non quelli risalenti a ieri sera prima dell’approvazione del decreto del Consiglio dei Ministri.

Credo – ha aggiunto – che ciò avverrà a brevissimo. In genere, entro le 16 o le 17 le compagnie fanno i nuovi prezzi ed entro questo orario dovrebbero essere modificati. Non siamo noi a tenere i prezzi più alti» ci tiene a precisare. «Bisogna però tener presente che saremo noi gestori a pagare questo taglio di 25 centesimi sulle accise. Il carburante nei serbatoi è stato da noi già pagato e non sappiamo in futuro quando potremo economicamente rientrare da questa spesa».