Cinquantacinque giudici per 1.100 vini, di cui 40 rosè calabresi. Il Ceo Quentin Avaux presenta il Cmb Merit per valorizzare il mercato, Caligiuri: «Superato l'individualismo, ora siamo una vera comunità»
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Seconda giornata di degustazioni tecniche e analisi sensoriali - a Borgo Saverona - per la giuria del Concours mondial de Bruxelles, in trasferta a Cirò nella tre giorni della sessione dedicata ai vini rosati, sostenuta dalla Regione Calabria e da Arsac. Per i 55 giudici internazionali: sommelier, giornalisti di settore e buyer provenienti da più di 20 paesi del mondo, la competizione entra nel vivo e continua a dipanarsi attraverso i 1.100 vini arrivati da tutto il mondo e serviti ai banchi d’assaggio dagli studenti dell’Istituto alberghiero di Cirò Marina rigorosamente alla cieca, quindi con le etichette debitamente oscurate. Tra queste anche quelle di 40 rosè calabresi, il meglio della produzione regionale a rappresentare il 25% delle proposte italiane.
Una griglia di riferimento prende in esame le caratteristiche visive, olfattive, gustative di ogni vino, cui si aggiungono ulteriori strumenti come la ruota degli aromi e il commento di degustazione, che vanno a comporre un mosaico di dati processati anche con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, fino a decretare il punteggio finale. Tra i riconoscimenti previsti, che verranno svelati nei prossimi giorni, la medaglia d’argento, quella d’oro, quella Gold plus, cui si aggiunge da quest’anno anche il Cmb Merit: un riconoscimento speciale - ha spiegato il Ceo del Cmb Quentin Avaux -, diverso da una medaglia tradizionale: «I vini premiati con il Cmb Merit, pur non rientrando nel 33% dei migliori al mondo, meritano di essere valorizzati sul mercato e avranno accesso agli strumenti di marketing sviluppati dal Cmb, pur mantenendo una distinzione chiara rispetto ai vini medagliati».
Le informazioni raccolte durante le degustazioni vengono infatti trasformate in elementi di marketing concreti e operativi, condivisi con distributori, enoteche e operatori HoReCa, per facilitare la comunicazione e la comprensione del vino da parte dei consumatori finali.
Ma il Cmb per il territorio che lo ospita è anche l’occasione per scoprire da vicino gli aspetti storico-culturali e le più importanti realtà produttive dell’areale di riferimento. Così è anche in questi giorni nel Cirotano, il principale distretto vitivinicolo della regione, che ora punta a rilanciarsi anche come destinazione turistica, ovviamente con una forte connotazione enogastronomica. La giuria è coinvolta, infatti, in una serie di eventi collaterali utili ad approfondire la produzione vitivinicola e l'offerta turistica: tour guidati nelle cantine e nei vigneti, ma anche nei siti culturali come il Polo museale di Cirò che ospita gli spazi espositivi dedicati al medico e astronomo Luigi Lilio, inventore della riforma del calendario gregoriano, e al vino calabrese.
«Tifiamo per la Calabria - ha detto Fulvia Caligiuri, direttore generale Arsac - tifiamo per le 40 etichette che sono presenti in concorso, ma tifiamo soprattutto per il territorio: in questi giorni i giudici, girano, assaggiano, degustano, scoprono il territorio e anche al termine del Concours una parte di loro rimarrà e visiterà altre province, assaggerà altri vini, altra gastronomia: ecco perché siamo veramente felici di poter contribuire alla promozione del territorio a 360 gradi. E ci fa piacere scoprire come ci sia una nuova maturità nel sentirsi comunità, come venga meno l'individualismo che è stato sempre una palla al piede soprattutto per le regioni del Sud e ancor di più per la nostra regione».
Sul piano del ritorno economico per il territorio, occasioni come questa rappresentano un importante acceleratore anche per l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, presente ieri sera alla serata di gala alle Cantine Senatore.
«È la seconda edizione che riusciamo ad organizzare come Regione Calabria in pochi anni - ha detto l’esponente della Giunta – di questo evento che ormai è diventato un must: averlo qui per la seconda volta è per noi motivo di orgoglio e soddisfazione. Complimenti a Gennaro Convertini che ha fortemente voluto questa seconda edizione, dedicata ai rosè, che testimonia come ancora una volta la nostra regione possa godere di centralità a livello nazionale e internazionale come nicchia del settore vitivinicolo. Faremo tanto altro ma intanto godiamoci questa edizione che è la conferma della capacità della nostra regione di organizzare manifestazioni di questa portata, speriamo, come in passato, anche in questo caso senza sbavature. Tutto questo - ha concluso - fa parte di una evoluzione del sistema agricolo, agroalimentare, enogastronomico e vitivinicolo, che unendo tutto questo al territorio sta portando la Calabria ad una nuova considerazione internazionale».

