Il presidente dell’associazione critica la riduzione dei fondi destinati alla Transizione 5.0: «Si rischia di compromettere irreparabilmente la crescita e l'innovazione delle Pmi calabresi»
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«Il Decreto-Legge fiscale entrato in vigore ieri rappresenta un duro colpo per le imprese, in particolare per quelle del Sud, che sono già da tempo impegnate in un percorso di innovazione e digitalizzazione. La riduzione dei fondi destinati alla Transizione 5.0 e il taglio delle risorse stanziate per il credito d’imposta sono una scelta inaccettabile, che mina la fiducia che le imprese avevano riposto nel Governo», afferma Francesco Napoli, presidente di Confapi Calabria.
«È una scelta che tradisce il patto di fiducia che avevamo costruito con l’esecutivo. Le imprese, specialmente quelle del Sud, avevano investito e pianificato sulla base degli impegni presi dal Governo. Oggi, con soli 537 milioni di euro disponibili per le domande presentate tra il 7 e il 27 novembre, con un contributo ridotto al 35% rispetto a quanto previsto, si rischia di compromettere irreparabilmente la crescita e l'innovazione delle piccole e medie imprese calabresi e meridionali», sottolinea Napoli.
Il presidente di Confapi Calabria aggiunge: «Non possiamo accettare che risorse importanti per il nostro sviluppo vengano dirottate su altri settori. Il Governo ha ascoltato associazioni che, erroneamente, hanno dichiarato che la Transizione 5.0 non stesse funzionando, mentre noi, in prima linea con le nostre imprese, sappiamo benissimo che la misura è stata fondamentale per modernizzare il nostro sistema produttivo. Lo dimostrano i 4,25 miliardi di euro di richieste ricevute: numeri che non possono essere ignorati».
«La Calabria e il Sud d’Italia sono già in difficoltà. Le nostre imprese lottano quotidianamente per superare il gap infrastrutturale e per fare fronte alle difficoltà economiche legate alla scarsità di risorse. Ora, con questo intervento, si rischia di minare ulteriormente il nostro già fragile tessuto imprenditoriale. Chiediamo al Governo di rivedere questa decisione e di onorare gli impegni presi. Senza certezze e con risorse insufficienti, non solo non sarà possibile rispondere alle sfide globali, ma rischiamo di rallentare la crescita del Sud e di compromettere il futuro delle nostre imprese», conclude Napoli.
Confapi Calabria ribadisce l'importanza di tutelare le piccole e medie imprese come motore principale della crescita e dell'occupazione del Mezzogiorno, e invita il Governo a riconsiderare la propria posizione, per non tradire un intero territorio che ha sempre creduto nel potenziale dell'innovazione come strumento di sviluppo.

